Tentato ricatto a due politici, condannato

4 Novembre 2022

Venti mesi di reclusione a un 67enne di Lucoli, cercò di farsi pagare anche dall’ex deputata Pezzopane

L’AQUILA. Erano accusati di avere chiesto soldi in cambio del silenzio per non divulgare presunte foto compromettenti che ritraevano due politici: Stefania Pezzopane, all’epoca parlamentare, e l’allora presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Ma sia quest’ultimo che l’ex deputata aquilana, oggi consigliere comunale all’opposizione, non hanno accettato alcun ricatto denunciando i presunti responsabili e mandando sotto inchiesta quattro persone. Una storia che si è chiusa ieri in tribunale all’Aquila, a distanza di otto anni, con una condanna e due assoluzioni. La condanna a un anno e otto mesi di reclusione per tentata estorsione è arrivata per Gianfranco Marrocchi, 67 anni, originario di Pescara ma residente a Lucoli (pena sospesa per 5 anni). Inoltre Marrocchi, è stato condannato a risarcire la parte civile, cioè Pezzopane, con 8mila euro, più 2500 euro per le spese processuali. Insieme a Marrocchi erano finiti sotto processo Raimondo Onesta, di Pratola Peligna, il marchigiano Marco Minnucci e il campano Giovanni Volpe, quest’ultimo deceduto nel corso del procedimento giudiziario. Sia Onesta che Minnucci sono stati assolti.
L’accusa era di aver chiesto 35mila euro all’allora presidente della Regione Abruzzo per bloccare la realizzazione di un video sulla sua presunta relazione con una consigliera; film la cui uscita era annunciata nel periodo di campagna elettorale del 2014. L’allora governatore si era rifiutato di sottostare al ricatto e aveva denunciato tutto alla Digos. Marrocchi, stando a quanto emerso nel corso del processo, aveva tentato di ricattare anche l’esponente aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, per una foto che la ritraeva in una vasca idromassaggio insieme al fidanzato Simone Coccia Colaiuta e all’ex narcotrafficante Gennaro Bonifacio, immagine ritenuta compromettente, ma poi diffusa dai media.
Il pratolano Raimondo Onesta, 47 anni, che ha sempre sostenuto la sua completa estraneità ai fatti, era coinvolto per la vicenda di Chiodi, per la quale è stato assolto con formula piena. Il fatto non sussiste, come da anni ripetono i suoi avvocati, Alessandro Margiotta ed Angela Marinangeli. «La fine di un incubo», scrive sui social Onesta, «otto anni fa scrissero di me tante falsità. Ci sono stato tanto male per queste accuse infondate sulla mia persona. Ma ho confidato sempre nella giustizia. Oggi, finalmente, sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Scagionato da ogni accusa dal tribunale dell’Aquila. Per questo ringrazio di cuore i miei avvocati». Minnucci era assistito dall’avvocato Marco Bevilacqua di Chieti.
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