Tre gang di teppisti, tutte le accuse E un bullo “pentito” lascia la città

Gli albanesi i più violenti, agli italiani i primi sequestri di droga, coi magrebini maxi rissa in comunità I telefonini degli spacciatori in mano agli inquirenti: serviranno a completare la rete dei contatti
L’AQUILA. Erano almeno tre i gruppi, distinti ma con qualche “amicizia” in comune, che spacciavano, intimidivano e passavano alle vie di fatto con i coetanei, anche per saldare conti di poche decine di euro. Gruppi abbastanza omogenei etnicamente quelli finiti nell’indagine della procura del Tribunale per i minorenni, che martedì ha portato all’esecuzione di tredici misure cautelari (6 arresti, 7 affidi in comunità, 30 indagati in tutto) verso giovani tra i 15 e i 19 anni da parte di carabinieri e polizia. L’esito delle indagini è stato illustrato dal procuratore dei minori David Mancini, dal questore Enrico De Simone e dal colonnello dei carabinieri Nicola Mirante.
costretto a cambiare città
L’episodio di ritorsione più grave è probabilmente quello perpetrato dal gruppo degli albanesi, che porta un ragazzo di origine caucasica, che si teme possa fare confidenze alla polizia, addirittura a cambiare città. Il capo riconosciuto degli albanesi è nato in Kosovo nel 2003: all’epoca dei primi fatti contestati è minorenne, ma è lui che, oltre a picchiare o minacciare, dà ordine di farlo, faccia o faccia o su una chat. Risiede all’Aquila in un contesto familiare difficile, con il padre ai domiciliari e uno zio latitante. Intimidisce direttamente la vittima o incarica altri albanesi di farlo. Il motivo? In questo caso specifico non deve parlare. E deve spacciare la droga che gli viene fornita, e in alcuni casi anche riscuotere “con le cattive” il dovuto. La vittima, dopo crisi d’ansia, disturbi depressivi e attacchi di panico certificati in ospedale, cambia città.
le vie di fatto e i sequestri
Non vanno per il sottile i giovani spacciatori. Una “riscossione” finisce con un ragazzo italiano che rimedia venti giorni di prognosi per trauma cranico e facciale: è la fine dell’ottobre 2021. A dicembre un magrebino va in ospedale con una ferita alla testa e un occhio nero: è stato picchiato da più persone minacciato con un coltello. Nelle stesse settimane ad alcuni italiani (dei quattro arrestati due sono nati all’Aquila e due fuori regione) vengono sequestrate piccole quantità di stupefacenti: 24 grammi, 6 grammi, 2 grammi. Altri giovani, tra novembre 2021 e gennaio 2022, vengono fermati dopo aver fatto “acquisti”: hanno comprato hashish e marijuana per 65, 20 o anche 5 euro. Quanto serve per un weekend in comitiva. E per far salire l’attenzione delle forze dell’ordine.
gruppi rivali ma non nemici
I gruppi sono in linea di massima tre. Gli albanesi, gli italiani e quello composto sostanzialmente da egiziani e tunisini (nessuno di questi ultimi è però in carcere o in comunità, anche se a maggio sono stati protagonisti di una maxi rissa con albanesi in una casa di accoglienza). Non sono “etnicamente puri”: nelle bande si trovano un ragazzo originario della Bosnia, uno della Moldavia. In linea di massima ognuno “commercia” in autonomia, ma non mancano “collaborazioni” per il “recupero crediti”, come nel gennaio 2021 tra italiani e albanesi. A unire tutti sono comunque i contesti sociali difficili: sette indagati infatti vivono in una comunità, che per cinque era la stessa. Due arrestati hanno precedenti: maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza in un caso; lesioni e minacce in concorso e rissa in concorso nell’altro. Uno dei ragazzi affidati in comunità è indagato per violenza sessuale. Insomma, non proprio novelli del settore.
posti e costi
Il giro di spaccio non ha un riferimento preciso. La villa comunale e piazza Santa Maria di Paganica sono i luoghi di ritrovo tradizionali più gettonati. Poi ci sono alcuni bar, o meglio i dintorni, su tutto il territorio comunale, da Bazzano alla zona ovest, spesso vicino alle scuole frequentate dai “clienti”. I prezzi ai quali vendono hascisc e marijuana sono 14-15 euro al grammo; gli acquisti migliori si fanno a Roma: 50 euro per 6-7 grammi (poco più di 8 euro al grammo). Chi riceve un panetto da un etto “stozza” 8-9 grammi per la commissione.
le intercettazioni
Video e testimonianze dirette riprendono i giovani spacciatori davanti alle scuole in orario di ingresso o in altri posti. Nelle intercettazioni telefoniche sono spesso espliciti, qualcuno «tranquillo» perché «ho fatto impicci col computer e non registrano», ma si usano anche espressioni facilmente riferibili alla droga, come «mezza sella» per indicare una partita da 50 euro. Dai telefoni sequestrati si attendono ulteriori indicazioni per verificare legami o evidenziarne di nuovi, considerato che con le varie chat si scambiavano non solo messaggi di testo, ma foto del «carico che avevamo ordinato».
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