Tre giorni in Valle Roveto sui luoghi della memoria

AVEZZANO. «Mantenere viva la memoria degli eroi marsicani della Resistenza». Lo ha sottolineato Carlo Komel alla presentazione della manifestazione “Cammino dell’accoglienza”, di cui è presidente. «L’...
AVEZZANO. «Mantenere viva la memoria degli eroi marsicani della Resistenza». Lo ha sottolineato Carlo Komel alla presentazione della manifestazione “Cammino dell’accoglienza”, di cui è presidente. «L’iniziativa», ha proseguito Komel, «è nata nel 2014 per ricordare l’eroismo e la resistenza delle popolazioni della Marsica e, in particolare, della Valle Roveto, che si impegnarono nel soccorrere tantissimi prigionieri alleati che, dall’8 settembre 1943 al giugno 1944, erano in fuga dai campi di prigionia per raggiungere le truppe che combattevano l’esercito di occupazione tedesco sul fronte di Cassino». Il cammino 2018 si sviluppa in tre giorni di trekking da Balsorano ad Avezzano, attraverso la verde Valle Roveto e la panoramica cresta del monte Salviano. Il primo giorno si parte dal castello di Balsorano e si giunge a Civita d’Antino. Il giorno successivo, sabato 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, il tragitto prevede la partenza da Morino e l’arrivo a Canistro superiore. Domenica 3 giugno, terzo e ultimo giorno, da Canistro inferiore i partecipanti giungeranno nell’area archeologica dei Cunicoli di Claudio. Alla presentazione anche l’assessore di Avezzano, Crescenzo Presutti, Augusto Di Bastiano (Anpi), Antonella Silvestri (Comune Capistrello), Carlo Rossi (Comune San Vincenzo Valle Roveto), Ascenzo Turri (Cai), Ugo Patierno (alpini Ana), per il Consorzio di Bonifica, il presidente Gino Di Berardino, Francesco Sciarretta e Mauro Contestabile, e Romano Sfirri (Cammino accoglienza). I luoghi che verranno attraversati dal Cammino ricordano i paesi d’origine delle Medaglie d’oro, Giuseppe Testa, i fratelli Durante e i 33 Martiri di Capistrello. «La manifestazione», ha ricordato Komel, «nacque da un’idea concertata con il compianto Antonio Rosini, quando ricostruimmo la nostra sezione Anpi. Pensammo di chiamarlo il Cammino della memoria, ma sarebbe stato un evento che guardava al passato. L’intuizione fu di Giovanni Olivieri, che parlò di accoglienza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

