Tre giovani colpiti da un fulmine: uno in Rianimazione, gli altri feriti

28 Agosto 2022

Gravissimo un escursionista 28enne centrato in pieno dalla scarica, i suoi vestiti trovati a brandelli Sotto choc gli amici: «Sorpresi da pioggia, grandine e nebbia». L’esperto: «Va controllato il meteo»

L’AQUILA. Il fulmine l’ha centrato in pieno, mentre coi suoi amici cercava di trovare un riparo dal violento acquazzone. Ora è in gravissime condizioni all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Si tratta di S.T., un escursionista 28enne di Tivoli. Il giovane è in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione, come comunicato dall’Asl. La prognosi è riservata. Sotto osservazione i due compagni di escursione C.D., 24 anni, e M.A., 28, entrambi di Roma, arrivati al pronto soccorso sotto choc e con lievi ferite.
I SOCCORSI
Il grave incidente si è verificato verso le 12.30. «Sorpresi da nebbia, pioggia e grandine», come raccontato ai soccorritori, i tre amici, arrivati da Roma per trascorrere una giornata sul Gran Sasso, erano sulla via del ritorno quando il fulmine è caduto centrando in pieno uno di loro. Erano a circa 300 metri dall’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore dove avevano parcheggiato la loro auto. All’incidente hanno assistito due carabinieri forestali in forza al Reparto carabinieri del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga diretto dal tenente colonnello Sonja Placidi. Il vicebrigadiere Fausto D’Emidio e l’appuntato scelto Lucilla Giordani, impegnati nel servizio di sorveglianza ad alta quota, erano a soli cento metri dai tre escursionisti quando hanno visto il fulmine cadere al suolo. La luce li ha accecati per un attimo. Anche il boato prodotto dal tuono è stato tremendo. Dopo pochi attimi i due forestali hanno notato i giovani a terra e si sono precipitati lungo il sentiero. Uno di loro era privo di sensi e mostrava ustioni, abrasioni e ferite in diverse parte del corpo. La scarica elettrica è stata tremenda, tanto che anche gli indumenti indossati dal ragazzo erano ridotti a brandelli. I due carabinieri hanno subito allertato il 118 poi, in continuo contatto con il personale sanitario, hanno condotto il ferito nel piazzale vicino all’Osservatorio di Campo Imperatore dove è atterrato l’elicottero. Al 28enne sono state praticate manovre salvavita prima di essere trasportato d’urgenza al San Salvatore. Sul luogo dell’incidente si è precipitato anche Leandro Giannangeli, tecnico del Soccorso Alpino, sezione L’Aquila, che si trovava in zona. Gli amici del ferito, in stato di choc, sono stati riportati a valle con la funivia. A Fonte Cerreto li attendeva un’ambulanza che li ha accompagnati in pronto soccorso per gli esami medici e le cure del caso. Uno dei due aveva delle escoriazioni sulla gamba.
I PRECEDENTI
Gli incidenti provocati dalla caduta di fulmini sono rari sul Gran Sasso, secondo gli esperti della montagna aquilana. L’ultimo episodio rilevante si è verificato lo scorso 19 luglio, quando ad essere colpita da un fulmine è stata la funivia di Fonte Cerreto, in quel momento non in movimento. Ad agosto del 2006 una turista austriaca di 56 anni, Sylvia Heufler, è morta folgorata dopo essere stata colpita a quota 2.200 metri, in località Sella, mentre percorreva la via del ritorno. Il marito che l’accompagnava nell’escursione era stato colpito da alcuni sassi, senza riportare gravi ferite. Nel 2015, sempre ad agosto, un fulmine ha colpito un 18enne dell’Aquila (sopravvissuto alla scarica) sul monte Camicia, a 2.500 metri.
LA TESTIMONIANZA
«Uno schermo nero che ti oscura gli occhi e una linea blu: un vuoto e uno spostamento d’aria. E ti rendi conto della tua totale impotenza». Racconta così l’esperienza di un fulmine in montagna Davide Di Giosafatte, il presidente delle Guide alpine d’Abruzzo, che anni fa proprio scendendo dalla cima del Gran Sasso fu gettato a terra senza gravi conseguenze da una scarica elettrica. «Quanto accaduto non è nuovo, ma in passato certi fenomeni erano meno frequenti», spiega la guida che ha raggiunto i 7mila sull’Himalaya, «ma una volta le previsioni meteo erano meno attendibili, mentre ora sono più precise. Oggi, per esempio, lassù non ci sarei andato o almeno nelle ore cruciali mi sarei messo al riparo». Le previsioni meteo, infatti, aveva previsto temporali a metà mattina. Nonostante le previsioni ieri il Gran Sasso era pieno di escursionisti, come testimoniato anche da alcuni tecnici del Soccorso alpino della guardia di finanza.
L’ESPERTO
«Andare in montagna comporta dei rischi», spiega il presidente del Soccorso alpino Abruzzo, Daniele Perilli, «per abbassare la soglia del rischio occorre essere formati e informati, per esempio sulle previsioni meteo».
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