Trovati i resti di un’orsa Il Parco: morte naturale

23 Giugno 2015

Ma non è esclusa l’ipotesi della tubercolosi, avviate le analisi in laboratorio Si chiamava Tranquilla: il radiocollare aveva smesso di funzionare in autunno

PESCASSEROLI. Perde un altro animale simbolo il Parco nazionale d’Abruzzo. I resti di un esemplare di orso bruno marsicano, specie in via di estinzione, sono stati ritrovati dalle guardie del servizio di sorveglianza sui monti di Pescasseroli, precisamente in località Cesarello. Dal radiocollare trovato sul posto si è potuto risalire all’identità del plantigrado: si tratta dell’orsa Tranquilla che nel 2009 era stata munita dell’apparecchio radio al fine di rilevarne e studiarne gli spostamenti. L’animale, che aveva circa 11 anni di età, è stato quasi completamente consumato dai predatori ed è stato possibile recuperarne solo poche parti. Da un primo esame dei resti sparsi su un’ampia zona di terreno sembra che si possa escludere una morte traumatica dell’orsa. Si propende piuttosto per una morte naturale – l’attacco di un altro orso? – verosimilmente avvenuta nello scorso autunno a giudicare dallo stato delle ossa. Ma saranno i risultati delle analisi ad accertare definitivamente la possibile causa della morte dell’animale, soprattutto per scongiurare un avvelenamento o un atto di bracconaggio. Gli esami serviranno anche a capire se l’animale possa essere stato colpito da tubercolosi bovina, come nel caso del plantigrado morto a Bisegna. Se fosse confermata, quest’ultima ipotesi sarebbe molto allarmante. Secondo quanto denunciato dall’associazione Salviamo l’orso, nel territorio del Parco sarebbe fuori controllo da più di due anni un focolaio di tubercolosi.

Ieri i guardiaparco hanno eseguito una vasta perlustrazione proprio per recuperare quanti più reperti ossei allo scopo di capire con esattezza le cause della morte del plantigrado. L’esiguità delle ossa recuperate, come pure il fatto che la morte è da far risalire a parecchi mesi fa, rende problematico il lavoro. In ogni caso i resti, che sono stati trasportati presso la sede del Parco di Pescasseroli, verranno sottoposti alle analisi del caso presso l’Istituto zooprofilattico per l’Abruzzo e il Molise. Al sopralluogo ha partecipato il veterinario del Parco che ha potuto constatare un avanzato stato di scheletrizzazione, con ossa che non hanno mostrato segni di traumi o fratture.

«La morte dell’orsa molto probabilmente risale al tardo autunno scorso» commenta Dario Febbo, direttore del Parco d’Abruzzo «dai primi accertamenti eseguiti dal veterinario del Parco sembra potersi escludere la morte traumatica. Nei prossimi giorni scaricheremo i dati contenuti nel radiocollare che indossava l’animale, già da diverso tempo non monitorava gli spostamenti proprio a causa dell’interruzione del segnale. Abbiamo creduto che l’apparecchio elettronico fosse scarico».

Massimiliano Lavillotti

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