Truffa sui pasti nella caserma Tutti assolti i 15 imputati

4 Luglio 2014

SULMONA. Erano finiti sotto processo perché accusati di aver maggiorato il numero dei pasti della mensa della caserma Cesare Battisti procurando un danno erariale superiore ai 600mila euro. In tutto...

SULMONA. Erano finiti sotto processo perché accusati di aver maggiorato il numero dei pasti della mensa della caserma Cesare Battisti procurando un danno erariale superiore ai 600mila euro. In tutto 15 persone, dieci militari in servizio e 5 civili che si occupavano della gestione della mensa. Ieri sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Si tratta di Maria Luisa Cosentino, Gianfranco Cosentino e Rita Cocco, responsabili della somministrazione dei pasti per conto di una ditta esterna, Vincenzo Ferrusi, ufficiale al vettovagliamento, Domenico Bernardi, gestore della mensa del 57esimo Battaglione Abruzzi, Alfonso e Alessandro Margiovanni, legali rappresentanti della ditta che forniva generi alimentari, e i militari Lucio Ludovico, Maurizio Maddalena, Pietro Battaglini, Pasquale Marrese, Roberto Borraro, Giacomo Maglio, Stefano Esposito, Franco Bucci, tutti membri della commissione di verifica dei pasti consumati nella mensa della caserma. I fatti contestati fanno riferimento al periodo che va dal 2007 al 2009. A far scoppiare il caso fu l’ex comandante del 57° Battaglione Abruzzi, il tenente colonnello Filippo Angelucci, il quale denunciò che i pasti fatturati erano di gran lunga superiori a quelli somministrati e che le autorizzazioni per la fatturazione fatte pervenire alla ditta appaltatrice erano state alterate nella firma. Ieri il giudice Massimo Marasca ha dato ragione alle tesi difensive degli avvocati Alberto Paolini, Piercarlo Cirilli, Alessandro Scelli, Giacomo Cecchinelli, Maria Assunta Iommi e Giancarlo D’Artista. (c.l.)

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