Un addio con gli onori militari al ciclista morto nello schianto

I funerali del caporal maggiore scelto del Nono alpini nella chiesa dove avrebbe dovuto sposarsi Stamani l’autopsia. Altri appelli per sistemare la viabilità sulla statale 80. Cordoglio del sindaco Biondi
L’AQUILA. Lo stelo di anthurium rosso legato al segnale stradale è sballottato dal vento che lo porta su e giù fin quasi a spezzarlo. Tornare al Cermone 24 ore dopo il tragico schianto tra la bici e la macchina, costato la vita al 32enne Mauro Mannucci, caporal maggiore scelto del Nono reggimento alpini, è come fare un viaggio nel dolore. Quei fiori rossi sono l’unico segno visibile di quanto accaduto giovedì pomeriggio. Gli altri – oltre a quelli dei rilievi dell’incidente – sono sbiaditi, slavati. Prima tra tutte la segnaletica orizzontale: praticamente illeggibile. Non sarà una striscia bianca a cambiare, ora, il tragico destino che il giovane militare ed ex rugbista ha incrociato – in un maledetto pomeriggio di fine estate – su una strada amica, familiare. Percorsa migliaia di volte. Ma che in un incrocio pericoloso, teatro di altri incidenti mortali, non sia visibile nemmeno la linea di arresto per chi svolta a sinistra per immettersi sulla 260 Picente è un dato di fatto che deve far riflettere. È lì, del resto, che l’auto condotta da A.M., di 55 anni, di Barete (sarà indagato) ha impattato le due ruote di Mauro, che proveniva da Arischia. Fu proprio Mauro, su Facebook, a evidenziare il problema della sicurezza stradale. Cresce il sentimento di indignazione tra gli amanti del pedale, che chiedono interventi immediati. Dopo l’autopsia fissata per oggi, i funerali (con onori militari) potrebbero tenersi lunedì pomeriggio nella chiesa di San Silvestro, dove Mauro avrebbe dovuto sposare la compagna Alessia Langella.
«SUBITO LA ROTONDA». La sollecitazione del sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio a sistemare l’incrocio pericoloso con una rotonda trova consensi. L’ex assessore Pietro Di Stefano, anche lui ciclista per diletto, evidenzia che «il tratto dalla rotatoria di San Vittorino fino all’incrocio tra la 260 e la 80 è tutto pericoloso. All’epoca della variante della Finanza tutto venne pensato per fare anche la bretella intorno al teatro di Amiternum, rendere pedonale e ciclabile la tratta attuale e riunire le due aree archeologiche in un Parco Archeologico e fluviale. L’Anas predispose il progetto, appaltò le opere, ma in sede di riacquisizione del parere della Soprintendenza, visto che era passato del tempo, venne negato, quando prima era stato favorevole. Al mutamento di opinione contribuirono gli esposti che di fatto ritardarono le procedure e bloccarono la realizzazione a gara già effettuata. Contiamo l’ennesima vittima e sono d’accordo col sindaco di Pizzoli: se fossero stati fatti quei lavori oggi Mauro sarebbe vivo. Non è possibile assistere muti a coloro che strillano perché nulla si faccia, gli alberi non siano tolti quando la strada è stretta e le radici hanno sollevato il manto di asfalto. Le strade così concepite sono pericolose per tutti, automobilisti, motociclisti e ciclisti, la parte più fragile del sistema. Ci vuole rispetto per questi, ci vogliono campagne di sensibilizzazione, ma prima ancora ci vogliono le opere che nei punti critici abbassino la pericolosità. E il bivio del Cermone è tra i più pericolosi».
IL CORDOGLIO DEL SINDACO. «È un momento particolarmente triste e duro per la città», scrive il sindaco Pierluigi Biondi. «In pochi giorni questa terra ha perduto due suoi figli, ragazzi strappati alla vita troppo presto, la cui scomparsa segna l’intera comunità. Da padre, fratello, amico, ancor prima che da sindaco, esprimo la mia vicinanza a chi era loro vicino. L’invito è alla riflessione e a stringersi, ad attenuare i toni, a confortarsi vicendevolmente, tenendo sempre saldo il senso delle priorità dell’esistenza». Si unisce al cordoglio il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari «Mi stringo in un affettuoso abbraccio ai genitori Anna e Giuseppe, ex dipendente comunale, alle sorelle Michela e Stefania, ex capitano dell’Aquila rugby femminile, i nipotini». Così lo ricordano gli amici della Bike99: «Mauro, un amico di tutti, un compagno eccezionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

