Un flop l’Open Day Gli albergatori: solo 3 camere prenotate

7 Giugno 2017

Casaccia (Consorzio): «Numeri bassissimi di presenze È un’iniziativa per bar e negozi». Proteste anche per i taxi 

SULMONA. Appena lo 0,30 per cento delle camere occupate nella settimana di appuntamenti dell'Abruzzo Open Day Summer.
Un vero flop dell'iniziativa in Centro Abruzzo, dove erano stati organizzati più di 30 eventi in 13 comuni del territorio. Il progetto, voluto dal presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, che lo lanciò in un convegno all'Abbazia Celestiniana sotto forma di un weekend in cui l'Abruzzo avrebbe dovuto mostrare il suo meglio a costi quasi azzerati, è stata poi declinata nella consueta settimana degli appuntamenti. Gli eventi, organizzati dalle varie Dmc, i Consorzi turistici territoriali, hanno visto la guida in Centro Abruzzo assunta dalle Terre d'Amore. Solo che qualcosa non ha funzionato, a detta degli albergatori.
Il dato riportato sul tasso di occupazione delle camere, infatti, non lascia dubbi: lo 0,30 per cento, pari ad appena tre camere prenotate su quelle totali (circa 2 mila). Il calcolo viene fuori dal totale dei posti letto, rapportato ai giorni dell'evento. Come spiega Gianluca Casaccia, presidente del Consorzio albergatori sviluppo turistico Cuore dell'Abruzzo, che raggruppa cinque strutture (hotel Armandos's, Rojan, Le Ginestre, Sagittario, residenza Villa Giovina) e più di 150 camere.
«Purtroppo il turismo è un'altra cosa», conferma il giovane albergatore, «fare turismo significa portare persone in città e farle restare il più possibile e non fare eventi che sono ristretti al solo territorio. Di questi possono beneficiare forse i bar, i ristoranti o i negozi, se restassero aperti nei giorni di festa, ma non noi albergatori, che abbiamo registrato numeri bassissimi di presenze collegate all'Open day». Un'eccezione è rappresentata da Domenico Santacroce, il presidente dell'Associazione albergatori, che raggruppa quattro hotel (Albergo Stella, Manhattan Village, Ovidius, Meeting). «Nelle nostre strutture abbiamo lavorato», fa sapere, « ma lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo grazie a una serie di gruppi che ci siamo procacciati noi, al di là degli eventi dell'Open Day. Certo, poi i turisti hanno potuto beneficiare dei vari appuntamenti organizzati che noi gli abbiamo indicato, ma si tratta di un lavoro fatto da noi». Non sono mancate proteste, poi, in questi giorni per alcuni disservizi. Come quello della mancanza di un trasporto taxi adeguato. Un gruppo di turisti si è sfogato su internet circa l'impossibilità di raggiungere la stazione ferroviaria alle 21, per riprendere il treno e la via del ritorno. «Il taxi a quell'ora non era disponibile», hanno protestato i visitatori, «se non ci avesse accompagnati il proprietario dell'hotel con la sua macchina avremmo perso il treno».
La necessità di potenziare i servizi e il decoro urbano è stata sottolineata anche da Casaccia. «A volte basterebbe un po’ di buon senso in più», spiega l'albergatore, «magari concedendo qualche licenza per taxi ai tanti giovani che hanno voglia di lavorare. Il lavoro qui c'è, basta saperlo trovare». Continua, dunque, il trend non positivo per le strutture alberghiere sulmonesi, dopo il calo di presenze a Pasqua e la ripresa, almeno per le strutture del centro storico, nel mese di aprile, durante il convegno internazionale sul bimillenario degli studi ovidiani.
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