«Un riconoscimento all’agente che ha salvato il medico»
SULMONA. Si chiama Cosimo Aquaro l’assistente capo di polizia penitenziaria, in servizio al carcere di Sulmona, che ha salvato un medico dall’aggressione di un detenuto. L’episodio si è verificato...
SULMONA. Si chiama Cosimo Aquaro l’assistente capo di polizia penitenziaria, in servizio al carcere di Sulmona, che ha salvato un medico dall’aggressione di un detenuto. L’episodio si è verificato qualche giorno fa nel supercarcere di via Lamaccio. Il medico, colpito dal lancio di una sedia e da una violenta scarica di pugni, era stato trasportato al pronto soccorso. «A Cosimo Aquaro», dice Mauro Nardella, segretario generale territoriale della Uil Polizia penitenziaria, «si devono i ringraziamenti per essere riuscito a evitare il peggio intervenendo prontamente, senza pensarci due volte, e mettendo in serio pericolo la sua incolumità. Aquaro è solo uno dei tanti eroi della polizia penitenziaria che quotidianamente si confrontano con la violenza messa in atto da detenuti che di guarire dal male non ne vogliono proprio sapere. Sono centinaia», prosegue Nardella, «i colleghi oggetto ogni anno di aggressioni, molti dei quali costretti a lunghi periodi di malattia, così come avvenuto per il sovrintendente di polizia penitenziaria di Pescara al quale è stata praticamente rotta la mandibola da un detenuto ex pugile». «Ora», conclude, «dall’Amministrazione penitenziaria ci aspettiamo un giusto riconoscimento per Cosimo». (a.b.)
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