«Undici morti in tre mesi» Sit-in per il lavoro sicuro

20 Maggio 2021

Dati allarmanti in Abruzzo e in provincia dell’Aquila, oggi manifestazione sindacale La Cgil: «L’edilizia è il comparto più sensibile, mai più tragedie come a San Pio»

L’AQUILA. I sindacati scendono in piazza per chiedere più sicurezza nei luoghi di lavoro. Soprattutto nei cantieri edili, che rappresentano il «motore economico e occupazionale» della ricostruzione post-sisma. In Abruzzo, nel primo trimestre 2020, i morti sul lavoro sono stati 3, contro gli 11 decessi registrati quest’anno. In provincia dell’Aquila tra gennaio e marzo 2020 c’è stato un solo decesso, nel 2021 ben tre. Sono scese leggermente le denunce di infortunio: 643 nel 2020, 545 nei primi tre mesi dell’anno. Anche i dati nazionali forniscono un quadro preoccupante, con un aumento di incidenti mortali sul lavoro, nel 2020, del 16,6% rispetto all’anno precedente. L’ultima tragedia, in ordine di tempo, si è consumata a di San Pio delle Camere, il 13 marzo scorso, con il decesso di due operai in un cantiere edile. Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza, oggi all’Aquila, per dire «no» al lavoro irregolare e precario. E per chiedere, con forza, il rispetto delle norme sulla sicurezza.
LAVORO SICURO. Sono stati 185 i morti sul lavoro, in Italia, nei primi tre mesi del 2021. Muove da questo dato la manifestazione “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”, indetta da Cgil, Cisl, Uil, Fillea- Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil per le ore 12, in piazza San Pietro Coppito, all’Aquila, dove si raduneranno lavoratori di ogni settore. Analoghe assemblee si terranno, in contemporanea, in diverse piazze italiane. L’esigenza di controlli e lavoro in sicurezza è molto sentita. Se, infatti, nel 2020 gli infortuni denunciati all’Inail, in Italia, sono stati 554mila 340 – contro i 638mila del 2019 e una flessione del 13,6%, dovuta in parte al fermo delle attività produttive a causa della pandemia – gli incidenti mortali sul lavoro sono aumentati del 16,6% passando dai 1.089 del 2019 ai 1.270 del 2020. «Il dato regionale e provinciale», spiega Francesco Marrelli, segretario Cgil della provincia dell’Aquila, «riflette il trend nazionale, con l’Abruzzo che risulta tra le prime 4 regioni per incremento delle morti sul lavoro, nel primo trimestre 2021. Dato più che significativo, soprattutto se proiettato nel cantiere edile più grande d’Europa, quello aquilano». Anche le denunce di infortunio tra gennaio e marzo 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, sono in aumento del 3,42% in Abruzzo, da 2.576 a 2.664.
PIÙ CONTROLLI. «L’edilizia è il comparto più sensibile in provincia dell’Aquila, con migliaia di cantieri aperti», sottolinea Marrelli, «ma l’esigenza di garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro è comune a tutti i settori. La protesta è finalizzata a rimettere al centro dell’attenzione la sicurezza sul lavoro, la tutela della salute, la formazione e gli investimenti. La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un diritto fondamentale del lavoratore, effettivamente esigibile. Se ne devono far carico il datore di lavoro e lo Stato attraverso gli organi di controllo, l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’Inail e le Asl, con i dipartimenti di prevenzione. Nella nostra provincia, con la ricostruzione post-sisma ancora in itinere», afferma Marrelli, «quest’esigenza è ancora più sentita. Perché non avvenga più quello che è accaduto a San Pio delle Camere, né altrove».
GLI IRREGOLARI. 32 morti nei cantieri edili italiani, nei primi due mesi del 2021. Il 33% dei lavoratori deceduti era totalmente o parzialmente irregolare. «Siamo preoccupati», sottolinea Riccardo Zelinotti, segretario Fillea Cgil della provincia dell’Aquila, «ogni volta che il settore edile prova a ripartire aumentano gli infortuni. È indispensabile rafforzare le misure di controllo utilizzando le risorse europee in arrivo: dobbiamo vigilare affinché gli investimenti non siano orientati solo alla crescita economica, ma a garantire occupazione stabile e di qualità».
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