Usa Sporting, la “fabbrica” dei futuri campioni

Atletica leggera, Avezzano. Il presidente De Micco: siamo gratificati dall’impegno dei nostri ragazzi
L’AQUILA. Quasi mezzo secolo di attività e insieme ad un passato glorioso, un futuro ricco di progetti e di speranze di crescita per tanti ragazzi. È l'Usa Sporting Club di Avezzano, che nella Marsica rappresenta ormai una pietra miliare nel campo dell'atletica leggera.
Ma non sono state sempre tutte rose e fiori, perché la crisi economica non ha risparmiato neppure la regina delle olimpiadi, che nel corso degli anni ha dovuto fare i conti con risorse sempre più limitate che non hanno permesso il riammodernamento di numerosi impianti sportivi.
Però, lo spirito decoubertiano di tanti insegnanti, ha consentito a molti ragazzi di poter emergere in discipline che altrimenti sarebbero del tutto scomparse e oggi l'Usa può contare su oltre 140 iscritti, in categorie che vanno dagli Esordienti ai Master. I più curati sono ovviamente i più piccini, come conferma presidente, Ignazio De Micco: «Abbiamo 142 tesserati (92 maschi e 50 femmine), che nel corso della stagione che sta per concludersi, ci hanno gratificato di parecchie soddisfazioni, in particolare nel settore delle prove multiple riservate alla categoria Cadetti».
E come capita sovente in ragazzi poco più che quattordicenni, ci sono elementi già fisicamente sviluppati e altri che invece presentano una crescita meno evidente, ma con uno spirito a volte ben più grande rispetto alla loro età.
«Certamente», prosegue De Micco, «e tra i meno dotati a livello fisico, ma bravissimi in gara, mi sento di citare Valeria Buongiovanni (campionessa regionale nel lungo, alto e giavellotto), Andrea Franchi (peso), Katlin Marziale (ostacoli e velocità), Mirko De Paolis (martello), Luca Ippoliti (giavellotto), Tommaso Libetti (finalista ai nazionali per il trofeo Coni a Rimini) e poi ancora Aurora Petricca e i due fondisti Giancaterina e Sabatini».
Insomma, questi ragazzi forse non diventeranno tutti campioni del mondo, ma il solo fatto che abbiano la forza e la volontà di frequentare la ormai vetusta pista dello stadio dei Pini di Avezzano, rappresenta di per sé un segnale già più che confortante.
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