Utenti in fila, ma il Cup chiude: sale la protesta e la Asl si scusa

22 Marzo 2024

La direzione: «Le pratiche di chi è in coda vanno smaltite anche oltre l’orario di lavoro agli sportelli» E la Cisal incalza: «Cittadini e operatori vittime di palese disorganizzazione». Minacce di sciopero

L’AQUILA. File interminabili al Cup con gli sportelli che puntuali chiudono i battenti alle 19 e tanti utenti – a lungo in coda – costretti, con grande rabbia e senso di frustrazione, a tornare a casa senza aver potuto prenotare gli esami e pagare il relativo ticket. Tutto questo accade al Cup del San Salvatore. Una situazione che si ripete con troppa frequenza e che sta suscitando un’ondata di protesta, tale da spingere la stessa Asl a correre ai ripari e a chiarire che «le richieste degli utenti, non ancora smaltite all’orario di chiusura della cassa ticket, devono essere comunque accolte e lavorate, così come previsto da una specifica disposizione dell’azienda». La direzione della Asl si è mossa sulla scorta proprio delle segnalazioni degli utenti che si son visti chiudere le casse, per fine orario di lavoro, mentre erano ancora in fila. «Ci scusiamo per i disagi arrecati e faremo gli accertamenti necessari», spiega la direzione Asl, «per verificare eventuali violazioni della disposizione applicando, se necessario, le specifiche penali alla ditta che gestisce il servizio». Sulla vicenda si registra anche l’intervento del direttore del Cup, Quirino Bisegna.
«La disposizione», dice Bisegna, «è stata introdotta proprio per evitare che chi è già in fila al momento della chiusura delle casse possa essere penalizzato. In generale, da parte degli operatori c’è la massima disponibilità ad andare incontro alle esigenze degli utenti e stiamo lavorando con tutte le risorse disponibili».
Ma per il sindacato Cisal «l’unica colpevole è la Asl».
«Nel 2024», afferma la segretaria Giuliana Vespa, «il Cup non può essere, nell’immaginario collettivo, la succursale dell’inferno! Semplice, ma non corretto, prendersela con gli operatori. Perché il servizio non termina quando è stata soddisfatta l’ultima persona in fila? Perché gli sportelli chiudono alle 19 e perché non c’è un cartello che avverte di ciò gli utenti? Tutte queste domande vanno rivolte al direttore Bisegna. È facile prendersela con chi è allo sportello in quel momento ma è bene capire che gli operatori non hanno nessun potere decisionale. Solo la Asl decide il da farsi. Operatori e utenti sono vittime della palese disorganizzazione dell’azienda sanitaria. I dipendenti, inoltre, sono interessati in questi giorni da un cambio di appalto. La Asl, nello specifico il direttore generale di AreaCom Donato Cavallo, ha firmato il 15 febbraio, congiuntamente a Cgil,Cisl,Uil e azienda subentrante, un accordo penalizzante che prevede 200 euro in meno in busta paga per i dipendenti costretti a districarsi tra l’utenza giustamente inferocita e le volanti delle forze dell’ordine. Il tutto per manifesta disorganizzazione della Asl. Ragione per la quale abbiamo chiesto un incontro urgente a Cavallo, pronti in caso di mancati riscontri a mettere in atto, conclude Vespa, «azioni di sciopero a tutela sia dei dipendenti del Cup che dell’utenza». (m.m.)
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