Vaccini, anche la dama e il rugbista in fila per riconquistare la libertà

6 Giugno 2021

Sara Luce Cruciani e Lorenzo Casilio insieme ai loro coetanei, tra entusiasmo e consapevolezza Il sindaco Biondi: «È bello vedere questi ragazzi che vogliono proteggere le persone a loro care»

L’AQUILA. Bei tempi quando la notte prima degli esami era una e una sola e poi, all’indomani, si attendeva tutti insieme la campanella che precedeva la prima prova, con quel pizzico di goliardia che aiutava a esorcizzare qualsiasi paura. Quest’anno, l’edizione unica – e si spera irripetibile – degli esami di quinto si è aperta per centinaia di maturandi con una prova inedita e inattesa: il vaccino anti-Covid Pfizer inoculato nei 15 punti preposti ai 6.956 studenti iscritti (su oltre 10mila) alla piattaforma regionale. Adesioni importanti all’Aquila, con 270 studenti nella serata inaugurale – i maturandi si vaccinano dopo le 18 – 150 nel secondo giorno a San Vittorino.
ECCO LA DAMA. In coda anche Sara Luce Cruciani, agli ultimi giorni dell’Iis economico turistico. Dietro la Ffp2 nera fai fatica a riconoscere la ragazza che due anni fa la città ha visto sfilare come Dama della Bolla, insieme a Federico Vittorini. Nata nel 2002, è una grande appassionata di break dance. La foto abbracciata a sua madre, datata 6 aprile 2009, ha fatto il giro del mondo, divenendo una delle immagini della resistenza. «Credo sia importante per me essere qui», spiega. «Dobbiamo tutti fare qualcosa per uscire da questa emergenza». Un sentimento condiviso tra i ragazzi in attesa davanti alle transenne allestite all’ingresso del percorso per la vaccinazione. Ad attendere i maturandi anche il presidente della Regione Marco Marsilio e il sindaco Pierluigi Biondi. «Bello vedere questi ragazzi aderire in massa alla campagna vaccinale», sottolinea il primo cittadino. «Da parte loro è un segnale significativo che non possiamo dare per scontato: i ragazzi non sono certo i più colpiti da questa pandemia, quindi se decidono di vaccinarsi lo fanno prevalentemente per proteggere tutte le persone che girano intorno a loro». Parole significative dopo mesi in cui gli adolescenti, al contrario, sono stati stigmatizzati. E questo, in un momento, in cui la vita sociale è stata fortemente limitata. «Non sono stati mesi facili», sottolinea Carlo Palermo dello Scientifico. «Abbiamo dovuto convivere con tante restrizioni e con un coprifuoco che ha limitato qualsiasi possibilità di movimento: ogni serata finiva, inesorabilmente, alle 22». Qualcuno si è fatto accompagnare a San Vittorino, come Francesco Pilolli dell’Alberghiero. «In classe abbiamo praticamente aderito tutti alla piattaforma vaccinale», spiega, «senza esitazioni, abbiamo deciso di esserci perché è la cosa giusta da fare». Impressioni condivise con Gaia Fabrizi e Sharon Antonelli del Commerciale. «Siamo felici di essere qui», dicono. Un momento non necessariamente tranquillo per tutti. «Un po’ d’ansia ce l’ho», ammette Michela Tresca del Liceo delle Scienze umane. «Però mi faccio coraggio a vedere tanti miei coetanei».
IL RUGBISTA. In coda, non solo maturandi. Anche il rugbista Lorenzo Casilio, fratello di Niccolò, mediano di mischia delle Zebre. Lorenzo (17 anni) che gioca nello stesso ruolo, è impegnato in un’esperienza a Oxford con i Wasps. «Spero di completare in Italia il ciclo vaccinale per poter viaggiare con maggiore libertà», sottolinea. «Nel Regno Unito sono molto avanti con le vaccinazioni e i risultati si vedono». Dennis Degli Effetti, maturando al liceo Artistico, è impegnato a completare il suo percorso da illustrare in sede di esame. «Sono orientato verso l’architettura», spiega, «e voglio portare avanti un progetto volto alla realizzazione di un complesso residenziale popolare. Naturalmente, sono felice di essere qui per il vaccino». Un percorso impegnativo pure per Eleonora Tarquini dello Scientifico. «Devo prima confrontarmi con matematica e fisica», spiega, «e poi sperare di pescare il tema giusto di italiano». In fila, mentre si viene convocati a gruppi di quattro, anche Cristian Goirano dell’Iis: «Nella nostra scuola sono stati in pochissimi a rifiutare questo tipo di opportunità». Per una sera, dunque, l’aperitivo arriva solo dopo un percorso fatto di frecce colorate volto a un po’ di sicurezza e libertà in più che, in vista dell’estate non guasta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA