Vaccini con i medici a domicilio Albano: prima fase entro il mese

Il segretario della Federazione svela il piano concordato con l’Asl: priorità ai soggetti non deambulanti «L’adesione in provincia sarà alta per una copertura capillare, su AstraZeneca niente allarmismi»
L’AQUILA. Entro il mese di marzo i medici di base vaccineranno a domicilio, con la prima dose, i propri pazienti non deambulanti. Ad aprile, partirà la seconda fase, in cui i medici di assistenza primaria potranno vaccinare, in ambulatorio o in altre strutture territoriali, gli appartenenti alle altre categorie, secondo le priorità indicate sia a livello nazionale che locale. Dopo la firma dell’accordo tra la Regione Abruzzo e i sindacati Fimmg, Snami e Smi, si definiscono le procedure con cui i medici di famiglia aderiranno, su base volontaria, alla campagna vaccinale. Secondo il segretario provinciale della Fimmg, Vito Albano, «l’adesione nella nostra provincia sarà molto alta, visto che già nel mese di agosto il 90% dei medici di base ha dato la propria disponibilità per la somministrazione dei test sierologici al personale della scuola».
IL TAVOLO TECNICO. Per organizzare la collaborazione dei medici di base nell’ambito del piano delle vaccinazioni si è svolto un incontro con il neo direttore sanitario della Asl, Alfonso Mascitelli. «Una riunione proficua», afferma Albano, «in cui il direttore Mascitelli ha mostrato grande disponibilità e impegno per avviare questa importante iniziativa: con l’ingresso del medico di famiglia la campagna vaccinale subirà un’accelerazione, per raggiungere l’obiettivo dell’immunità di gregge. Invito tutta la popolazione a non avere timori e a vaccinarsi. Anche in merito alla vicenda del vaccino AstraZeneca, non bisogna creare allarmismi, il lotto sospetto è stato ritirato, si sta valutando il nesso di causalità tra vaccinazioni e morti. Ma la campagna non può arrestarsi».
VACCINAZIONI A DOMICILIO. Si parte con le persone non deambulanti, che rientrano nelle categorie degli over 80 e dei soggetti fragili o con gravi patologie, già iscritte alla piattaforma regionale: «La Asl invierà ai medici di famiglia gli elenchi dei propri assistiti che non possono spostarsi da casa», spiega Albano, «e gli stessi medici potranno eventualmente integrarli. I pazienti saranno quindi contattati dal proprio medico e verrà fissato l’appuntamento. In questa fase saranno inoculati i vaccini Pfizer che, come sappiamo, necessitano di particolari procedure: l’azienda sanitaria ci fornirà dei contenitori speciali per il trasporto delle dosi. Contiamo entro marzo di somministrare la prima dose, con il richiamo dopo 21 giorni».
SECONDA FASE. Il segretario della Federazione dei medici di medicina generale già da domani sarà al lavoro per definire tutte le procedure: «Vogliamo partire subito. Oltre a capire in quanti aderiranno alla campagna», continua Albano, «bisognerà vedere, tra i medici di base, chi sceglierà di vaccinare nel proprio ambulatorio e chi invece offrirà la propria collaborazione ai punti di vaccinazione che si andranno ad allestire sul territorio, su iniziativa della Asl, ma anche su nostra indicazione. La copertura dovrà essere capillare, non si potranno concentrare tutte le risorse in un’unica struttura, come potrebbe essere il centro di vaccinazione aquilano di via Ficara, ma puntare ad incrementare le postazioni, garantendo l’assistenza sanitaria di prossimità». Nella seconda fase rientrano gli assistiti che hanno già manifestato o manifesteranno l’adesione alla campagna attraverso la piattaforma regionale: le categorie saranno quelle decise a livello nazionale e locale. «Anche in questo caso», precisa Albani, «riceveremo gli elenchi dalla Asl e chiameremo noi i pazienti, probabilmente già dal prossimo mese di aprile, per fissare il giorno dell’appuntamento. In studio o nei punti vaccinazioni useremo probabilmente i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, tenendo sempre conto della tempistica nella distribuzione dei rifornimenti, che dovrebbe comunque diventare via via più regolare. Voglio rassicurare», conclude, «sul fatto che il medico di famiglia fornirà tutte le informazioni necessarie, assisterà il paziente nella compilazione del consenso informato e si occuperà della sorveglianza sui vaccinati, segnalando eventuali reazioni avverse».
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