Via al Sentiero della Libertà 400 in marcia, tanti giovani

Partenza per la tre giorni sul percorso di fuga dei prigionieri alleati, si arriva a Casoli C’è anche una irlandese figlia di un soldato. La Morgia: «Manteniamo vivo il ricordo»
SULMONA. Il ritrovo nel piazzale del Palasport di via XXV Aprile per poi recarsi a piedi nel centro cittadino per dare inizio alla marcia. È partita così, ieri mattina, da Sulmona la ventunesima edizione del Sentiero della Libertà/Freedom Trail, la tre giorni che porta a Casoli, lungo il percorso che rappresentò la via di fuga di tanti prigionieri alleati e di giovani italiani che lottavano per la liberazione dell’Italia, divisa dalla Linea Gustav dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Circa 400 i partecipanti provenienti dall'Abruzzo e da altre regioni d'Italia, ma anche dalla Francia e dagli Stati Uniti. Tra i presenti anche l’irlandese Candy Verney, giunta in Italia per conoscere i luoghi che accolsero suo padre, prigioniero di guerra britannico prima nel Campo 21 di Chieti, poi a Sulmona nel Campo 78. Dopo gli interventi degli organizzatori e del sindaco Gianfranco Di Piero, è avvenuto il taglio del nastro da parte della presidente dell'associazione Il Sentiero della Libertà, Maria Rosaria La Morgia, e di Antonio Cicerone, figlio di Roberto, protagonista della Resistenza umanitaria.
La marcia torna alla versione tradizionale, dopo le variazioni dello scorso anno a causa dell’emergenza coronavirus.
«Torniamo alla tre giorni classica», ha sottolineato La Morgia, «siamo particolarmente felici di avere ragazzi di Sulmona, Lanciano, Casoli, L’Aquila ma anche di Roma e di Giaveno, in Piemonte. Ci sono tanti giovani e per noi è importante mantenere la memoria viva».
In marcia nella prima tappa anche il primo cittadino Di Piero insieme all'assessore Catia Di Nisio. «È stato di nuovo bello tornare a ripercorrere il Sentiero della Libertà, in un’atmosfera ricca di emozioni», ha sottolineato il primo cittadino, «il cammino rinnova ogni anno, nei giorni che precedono l’anniversario della Liberazione, la fede nei valori universali, della libertà, della democrazia e della pace tra i popoli», ha proseguito. «È per tanti giovani momento e occasione di condivisione, nella riscoperta di una pagina fondamentale della nostra storia, che in quel cammino ha lasciato tracce indelebili, segnate da uomini e donne, protagonisti della lotta per affermare la libertà e la dignità di ogni persona, offrendo anche soccorso e solidarietà ai prigionieri alleati».
Ieri pomeriggio, il Freedom Trail ha terminato la prima tappa a Campo di Giove. «È un appuntamento importante per la memoria e per il senso di civiltà», ha detto il sindaco di Campo di Giove Michele Di Gesualdo, «il nostro ricordo va a Ettore De Corti, ucciso dai tedeschi mentre tentava di superare la linea del fronte, e a Maria Di Marzio, la donna che evitò di un soffio la fucilazione durante l’occupazione nazista». La carovana del Sentiero della Libertà ripartirà oggi alle 9.30 da Campo di Giove per raggiungere, alle 16.30, il Sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna, passando per il Guado di Coccia. Domani ci sarà la partenza da Taranta Peligna, alle 9.30, con arrivo a Casoli, alle 17, in piazza della Memoria.
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