Violenze sulle donne aumentate del 34% L’incubo è in famiglia

6 Febbraio 2015

Molte picchiate davanti ai figli, ma c’è più voglia di ribellarsi Dati del centro “La libellula”: 63 le segnalazioni nel 2014

SULMONA. Aumentano le segnalazioni di violenza sulle donne nel Centro Abruzzo. Nel 2014 sono state 63 le segnalazioni ricevute dal centro antiviolenza “La Libellula”, di cui 42 prese in carico. Il dato che dà la misura di un fenomeno in forte espansione e che indica una inversione di tendenza tra le donne del comprensorio, sempre più orientate a denunciare le violenze subite sia in famiglia che sul luogo di lavoro, è stato reso noto nel corso del convegno “Dallo stalking all’omicidio: tra tutela delle vittime e spettacolarizzazione della notizia”.

L’incontro si è tenuto ieri mattina al Cinema Pacifico, ed è stato organizzato in occasione dei 30 anni dell’International Inner Wheel Club di Sulmona, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo. Esperti e giornalisti a confronto hanno evidenziato che i casi di violenza sulle donne sono aumentati del 34%, rispetto allo scorso anno. Dai dati snocciolati dalle psicologhe della “Libellula” è emerso che l’85% delle donne che hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza sono donne italiane; di queste il 55% ha un’istruzione medio-alta, mentre il 51% ha un lavoro riconosciuto e il 21% lavora in nero. Vari i tipi di violenza denunciati, che in alcuni casi si sommano: il 73% delle donne ha rivelato di subire costrizioni psicologiche, insieme a quelle fisiche, economiche e sessuali; il 96% subisce le violenze in famiglia, il più delle volte davanti ai figli che diventano quasi sempre vittime passive e nel 32% per cento dei casi vittime dirette. Delle donne che hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza, solo il 67% ha deciso di proseguire il percorso denunciando fino in fondo il sopruso subito.

I dati sono stati illustrati e commentati dalle assistenti sociali e psicoterapeute Laura Di Nicola e Liliana Caravelli, le quali hanno messo in evidenza l’importanza che ricoprono sia la “Casa delle donne” di Sulmona, unica struttura di accoglienza temporanea protetta in Abruzzo creata nel 2005 e del centro antiviolenza istituito nel 2008 dalla Comunità montana peligna. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista e presidente dell’Inner Wheel, Chiara Buccini. Ha aperto gli interventi, l’assessore alle Pari opportunità del Comune di Sulmona, Enza Giannantonio, la quale ha affrontato il tema sottolineando la necessità di fare di più sul tema della parità di genere e della giurisprudenza. Poi è stata la volta della criminologa e psicologa Susanna Loriga, che ha affrontato diversi temi, dallo stalking al femminicidio, citando casi anche nazionali di cui è stata diretta interessata dal punto di vista professionale. Nel suo intervento ha polemizzato anche con alcuni atteggiamenti poco professionali di alcuni giornalisti televisivi che nel nome della spettacolarizzazione e dell’audience, violerebbero sistematicamente sia le regole deontologiche che quelle processuali. La conclusione è toccata al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta, che ha invitato i giornalisti a tornare a studiare: «Solo così si riuscirà a fare una sana e corretta informazione in una società, in cui sempre più spesso i cittadini si atteggiano a reporter, con il proprio smartphone postando e commentando i fatti di cronaca sui social network».

Claudio Lattanzio

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