È sfumata la riapertura per Natale, niente messa al santuario di Roio

L’AQUILA. A Roio (e non solo) ci speravano. Ma l’ipotizzata riapertura del santuario Santa Maria della Croce per la Messa di Natale 2023 è sfumata ancora una volta fra la delusione e la rassegnazione...
L’AQUILA. A Roio (e non solo) ci speravano. Ma l’ipotizzata riapertura del santuario Santa Maria della Croce per la Messa di Natale 2023 è sfumata ancora una volta fra la delusione e la rassegnazione (un po' indignata) dei fedeli. Anche la possibilità di un'apertura provvisoria nella notte di Natale è stata accantonata e la celebrazione si svolgerà anche quest’anno nella chiesa di legno realizzata nel post sisma.
La speranza della riapertura entro il 2023 poggiava sul fatto che a maggio erano stati affidati i lavori del secondo lotto (474.815 euro) che hanno riguardato il restauro dei cosiddetti “apparati decorativi” e quindi le opere d’arte che ci sono all’interno. I lavori dovevano durare sei mesi e in effetti il secondo lotto è stato completato nei tempi giusti. I problemi sono nati quando ci si è accorti che mancava l’impianto di riscaldamento.
Poche settimane fa il Segretariato ha affidato la progettazione e ci vorranno i tempi tecnici per arrivare a realizzare l’impianto. Ci sarebbe anche da sistemare il sagrato e bisognerà pure rimontare l’organo che è in restauro. La riapertura a questo punto si “sposta”, se tutto va bene, a Pasqua 2024.
LA VICENDA
Il terremoto del 2009 ha colpito pesantemente il Santuario dedicato a Santa Maria della Croce e grazie alla Regione Liguria è stato possibile procedere in tempi ragionevoli al consolidamento e restauro. La Liguria fece una donazione di un milione e mezzo di euro. Il cantiere (primo lotto) è stato consegnato nel 2014 e i lavori sono consistiti nella riparazione dei danni strutturali e l’adeguamento sismico dell'edificio, Inoltre è stato, ma solo in parte, restaurato l’apparato decorativo sia interno che esterno. Nell’aprile 2017 il Santuario è stato riconsegnato e aperto per un solo giorno alla presenza di rappresentanti della Regione Liguria che presentarono i lavori fatti. I problemi, risolti solo pochi mesi fa, erano nati per il secondo lotto. Ora spunta un altro intoppo. Il Santuario dal 2017, salvo che per qualche evento eccezionale, è rimasto chiuso.
LA STORIA
Il Santuario di Roio è molto caro non solo ai roiani ma anche agli aquilani. All’interno c’era – e tornerà a esserci – una preziosa statua della Madonna. La statua, secondo la tradizione, fu trovata da Felice Calcagno, un pastore originario di Lucoli, nel dicembre del 1578 in un bosco detto “Ruo” in località Tressanti in provincia di Foggia, durante il periodo della transumanza.
Gli altri pastori decisero di attendere la primavera per riportarla con loro sul dorso di un mulo. Sulla via del ritorno, quando giunsero a Roio, davanti alla chiesetta di San Leonardo, il mulo che trasportava la Sacra immagine si inginocchiò e non volle proseguire. I pastori allora la portarono a spalla a Lucoli ma il giorno la statua “sparì” e fu ritrovata a Poggio di Roio, dove il mulo si era fermato, e lì fu deciso di edificare il santuario mariano dove custodirla.
Il Santuario il 30 agosto del 1980 fu visitato dal Papa, oggi Santo, Giovanni Paolo II. In quella occasione il Pontefice fu accompagnato dal cardinale Carlo Confalonieri che era stato fra il 1940 e il 1950 vescovo dell’Aquila e che era molto devoto alla Madonna di Roio e dal cardinale, originario di Monticchio, Corrado Bafile. (g.p.)
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