A pesca con famiglia sul fiume inquinato

L’associazione Nuovo Saline denuncia bracconaggio e assenza di controlli sul corso d’acqua
MONTESILVANO. Gente che pesca indisturbata nell’inquinato e contaminato fiume Saline e nessuno che impedisce che ciò avvenga. Questa l’accusa che arriva dal presidente dell’associazione Nuovo Saline Gianluca Milillo che torna a denunciare una cattiva gestione del fiume montesilvanese da parte delle autorità competenti e delle forze dell’ordine incaricate del controllo. Foto alla mano, il tecnico ambientale mette in luce la presenza di bracconieri che, armati di reti da pesca, portano a casa il loro bottino contaminato. «Lo abbiamo ribadito decine di volte: ci sono 3 ordinanze di divieto di pesca sul Saline», commenta il presidente. «Siamo gli unici testimoni sul fiume di ciò che le autorità non vedono. Non ci sorprendiamo di vedere bracconieri, anche se ci sorprendiamo di non veder vergogna in loro, ma in fondo danno sfogo alla loro natura distruttiva, criminale e priva d'onore. Questa volta con mogli e figli al seguito, indisturbati a tramare come si uccide quel poco sopravvissuto ad anni di aggressioni ecodistruttive». Milillo punta poi il dito contro chi dovrebbe occuparsi della vigilanza e della tutela del corso d’acqua. «Chi realmente deve provare vergogna», prosegue, «è quel corollario di entità stipendiate e in divisa che latitano permettendo che il fiume sia terra di nessuno. Milioni per fare ponti, argini, inseguire false bonifiche e neanche un centesimo in vigilanza? Ma se non siete capaci di fermare un bracconiere che con moglie e bambino “opera" alla luce del sole, come dovreste fermare scarichi abusivi, ladri di ghiaia e abbandono di rifiuti?». (a.l.)
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