Abruzzo, altri aiuti alle imprese Contributi fino a 400mila euro

Sono destinati alle aziende che hanno subìto il 30% di danni dall’export con Russia e Ucraina
Contributi a fondo perduto fino a 400mila euro per le imprese che hanno contatti commerciali con Russia e Ucraina, penalizzate dalla guerra. Il Governo, per fronteggiare i contraccolpi economici, ha varato il decreto Aiuti, che prevede contributi fino al 60% delle perdite subìte.
Lo stanziamento complessivo ammonta a 130 milioni di euro. Soldi che arriveranno anche in Abruzzo. A beneficiarne saranno, in misura maggiore, le imprese delle province di Chieti e Teramo, dove l'export manifatturiero verso Russia e Ucraina è più consistente. Secondo gli ultimi dati diffusi da Unioncamere, aggiornati a settembre 2021, negli ultimi quattro trimestri l'export delle aziende abruzzesi verso i Paesi in guerra ha avuto un peso di 85 milioni 949.984 euro.
CHI PUO' AVERE GLI AIUTI
Il contributo a fondo perduto è riservato, in particolare, alle pmi che, a causa della guerra, hanno subìto perdite di fatturato, interruzione dei contratti e crisi delle catena di approvvigionamento. Non per tutte però. Bisogna rientrare, infatti, in una specifica platea di beneficiari, in cui sono ricomprese le pmi che hanno cumulato questi requisiti: conducono operazioni di vendita di beni o servizi, compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, con l’Ucraina, la Federazione russa e la Repubblica Bielorussa, pari almeno al 20% del fatturato totale e hanno sostenuto un costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati nel corso dell’ultimo trimestre antecedente il 18 maggio incrementato almeno del 30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Per le imprese costituite dal 1° gennaio 2020, rispetto al costo di acquisto medio del corrispondente periodo dell’anno 2021. Infine, devono aver avuto, nel trimestre antecedente il 18 maggio scorso, un calo di fatturato di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.
CALCOLO DEL CONTRIBUTO
L'indennizzo si calcola in base all’ammontare medio dei ricavi relativi all’ultimo trimestre rispetto ai ricavi riferiti al corrispondente trimestre del 2019. A questa differenza si applica la seguente percentuale: 60% per le aziende con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 5 milioni di euro, 40% per quelle con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 tra 5 e 50 milioni di euro. Per le imprese costituite dal primo gennaio 2020, il periodo di imposta di riferimento è quello relativo all’anno 2021. Ciascun beneficiario potrà avere un contributo massimo di 400 ila euro nel rispetto dei limiti del "Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina". Se la dotazione finanziaria non risultasse sufficiente a soddisfare tutte le domande ammissibili, si procederà a ripartire lo stanziamento riducendo in modo proporzionale il contributo. L’indennizzo è incompatibile con i finanziamenti agevolati per le imprese esportatrici sempre legati all’impatto negativo della guerra in Ucraina. Le modalità di presentazione della domanda e di erogazione del ristoro saranno definite con un successivo provvedimento del ministero dello Sviluppo economico, che verrà emanato entro 60 giorno dalla pubblicazione del Decreto Aiuti sul sito web del Mise. Nel provvedimento saranno indicate anche le modalità per la verifica dei requisiti da parte dei beneficiari, anche tramite sistemi di controllo delle autodichiarazioni delle imprese.
QUI ABRUZZO
Anche l'Abruzzo avrà la sua fetta di aiuti, proporzionata ai rapporti commerciali tra le imprese della regione, la Russia e l'Ucraina. Secondo il report di Unioncamere è la provincia di Chieti, con 51milioni 204.308 euro di export, ad aver avuto nel 2021 rapporti commerciali più intensi con i due Paesi in guerra, seguita dal Teramano con 16 milioni 060.149 euro di export, dalla provincia di Pescara con 10 milioni 050.031 euro e dall'Aquilano, con 8milioni 635.496.
Va da sè che la stessa proporzione di aiuti si rifletterà sulle quattro province, con Chieti in testa per numero e quantità di contributi a fondo perduto ottenibili. I territori più colpiti dalle conseguenze della precedente crisi del 2014 sono stati il Chietino, con il -81,4%, e il Pescarese (-71,7%), entrambi nella top ten delle peggiori variazioni provinciali d'Italia, seguiti dal Teramano (-59%).
La provincia di Chieti, inoltre, detiene un altro record negativo: tra i primi venti territori italiani presenti sul mercato russo per valore delle esportazioni, è quello che registra la peggiore variazione, tanto da essere ora al quarantesimo posto.
Soltanto la provincia dell'Aquila, negli ultimi nove anni, ha registrato una crescita, pur restando tra gli ultimi territori per valore delle esportazioni. C’è un ultimo dato da sottolineare: l’Abruzzo, negli ultimi anni, è stata la regione che ha pagato maggiormente il calo dell’export verso la Russia, con un crollo, tra il 2013 e il 2021, del 75,9% di prodotti esportati nella Federazione Russa e in Ucraina.
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