Abruzzo Insieme, ecco il piano per sfidare Marsilio alle elezioni

Trovato il nome per la coalizione di partiti e civiche, da domani comincia una settimana decisiva Dopo il vertice M5S si riunisce il Pd, entro il 10 agosto il tavolo politico aperto a tutti gli alleati
PESCARA. «Unire le forze per guardare al futuro. Il nuovo Abruzzo parte da qui, da un progetto comune, aperto, inclusivo», firmato Silvio Paolucci. Basta un semplice post su Facebook per svelare il piano elettore delle forze d’opposizione, presenti in Regione oppure esterne, per cercare di sfrattare il centrodestra di Marco Marsilio dal governo dell’Abruzzo. La strada ci sarebbe. È in salita ed è anche l’unica, perché l’alternativa di andare sparpagliati porta certamente a una sconfitta sonora alle prossime elezioni regionali di marzo del 2024.
Il progetto in cantiere ha un nome: “Abruzzo insieme”. E la settimana che sta per cominciare sarà decisiva per conoscerne il destino. Il nome scelto sta a significare che i partiti e i movimenti stringano tra di loro un patto che, pur garantendo a ciascuno di essi la propria identità, non stabilisca figure di primo e di secondo piano. In sintesi, sarebbe una coalizione pluripartitica, in cui l’accordo su un programma costruito insieme vale più dei simboli e funziona da collante e antidoto per ogni veto.
In teoria è così. Nella pratica i preconcetti esistono, all’interno di una rosa ampia che comprende Pd, M5S, Italia Viva, Azione di Calenda, la variegata area della sinistra e, naturalmente, le civiche, sempre più determinanti per questa coalizione come dimostrano le elezioni comunali di Teramo che hanno visto il centrodestra sconfitto. Il modello da seguire è quello, alternative per ora non ne esistono, perché si rischia l’effetto Molise.
Appena qualche sera fa, i vertici regionali dei 5 Stelle hanno dato il via libera, con qualche riserva, al progetto. L’angolo da smussare, più che da prendere a martellate, per il Movimento sarebbe la presenza ritenuta scomoda del simbolo del partito di Matteo Renzi. Ma basterebbe poco per superare l’idiosincrasia. Per esempio, potrebbe essere sufficiente un ritocco di nomi, da Italia Viva a Abruzzo Vivo, per traghettare sulla stessa barca capra, cavoli e lupo.
«Le nostre richieste alle altre forze che insieme a noi si stanno spendendo per dare una svolta in Regione Abruzzo sono poche, semplici: maturità per accettare le proprie differenze, capacità di dare soluzioni realizzabili e pulizia nelle Istituzioni. Posso affermare che ad oggi tutto questo è condiviso», scrive in una nota, Gianluca Castaldi, coordinatore M5S Abruzzo. È un messaggio alla base del partito di Giuseppe Conte, che a settembre sarà chiamata alle autocandidature secondo una regola democratica collaudata, e agli alleati, primo fra tutti il Pd, con i quali l’accordo di massima sul programma elettorale c’è.
Ma la fase più delicata che (forse) vedrà nascere Abruzzo Insieme deve ancora cominciare. La prima tappa che porterà al tavolo politico aperto a tutti gli attori, è prevista alle 17.30 di domani quando si riunirà la Direzione regionale del Pd. E poi, entro giovedì 10 agosto, il primo incontro dei segretari dei partiti che ambiscono a scalzare Marsilio e i suoi alleati. Ci saranno tutti?
Certe volte, in politica, la regola vichiana dei corsi e ricorsi storici funziona. E qualcuno, che scommette su Abruzzo Insieme, lancia un messaggio a chi non vuole esserci rievocando quella stagione politica del 1995 quando le elezioni regionali finirono sul filo di lana, con il centrosinistra che sorpassò per un solo punto (48 a 47%) il centrodestra. Vinse Antonio Falconio, a capo di una coalizione con un’identità unica e condivisa chiamata Abruzzo Democratico.

