Accordo per accoglierne 40, ma nel Reatino non li vogliono
Sgomberati, caricati e dopo otto giorni ancora in cerca di un alloggio. Per la stragrande maggioranza di etiopi e somali che vivevano nel palazzo di otto piani in via Curtatone nel centro di Roma, l'u...
Sgomberati, caricati e dopo otto giorni ancora in cerca di un alloggio. Per la stragrande maggioranza di etiopi e somali che vivevano nel palazzo di otto piani in via Curtatone nel centro di Roma, l'unica certezza sembra essere ancora una volta la strada. Il Campidoglio esce dal silenzio e attacca gli altri interlocutori che, a suo dire, avrebbero dovuto contribuire a trovare soluzioni. E a farlo è direttamente la sindaca Virginia Raggi dalla sua pagina Facebook individua in Regione e Governo i due «latitanti». Secca la replica dalla Regione Lazio: non c'è stata alcuna risposta dal Campidoglio sui fondi stanziati a maggio dall'amministrazione guidata da Nicola Zingaretti per l'emergenza abitativa, ovvero 40 milioni di euro su 161 milioni previsti. È soprattutto «l'assenza di una politica nazionale seria» a creare «guerre tra poveri che contrappongono gli stranieri agli italiani», denuncia ancora la Raggi ricordando che a Roma «ci sono un centinaio di stabili occupati abusivamente» che fanno gola alla «criminalità e ad alcune frange estremiste dei movimenti per la casa» ed per questo è necessario «intervenire per ristabilire la legalità». Per la Raggi la ricetta è chiara: «Non servono solo più fondi, ma un vero e coraggioso cambio di visione». Critica infatti il cosiddetto Sprar che «offre accoglienza per un massimo di sei mesi, in alcuni casi rinnovabili una volta» e allo scadere di questo periodo, «queste persone vengono di fatto abbandonate a sé stesse», come accaduto ai migranti sgomberati nel cuore di Roma che «sono stati abbandonati da quattro anni» ed per questo che la Raggi chiede al Governo una riforma del sistema Sprar. Intanto il Campidoglio fa sapere di aver raggiunto un accordo con la Sea la società proprietaria dell'immobile di via
Curtatone per dare alloggio a 40 migranti appartenenti alle categorie protette in sei villini nel comune di Forano (Rieti). Ma l'ipotesi è bocciata dal sindaco del piccolo comune Marco Cortella, il quale si dice assolutamente contrario «non per un problema di razzismo ma per oggettivi problemi caratterizzati già dall'elevato numero di migranti ospitati a Forano».
Curtatone per dare alloggio a 40 migranti appartenenti alle categorie protette in sei villini nel comune di Forano (Rieti). Ma l'ipotesi è bocciata dal sindaco del piccolo comune Marco Cortella, il quale si dice assolutamente contrario «non per un problema di razzismo ma per oggettivi problemi caratterizzati già dall'elevato numero di migranti ospitati a Forano».

