Acqua alla Puglia, Bussi dice no «Salviamo la falda del Tirino»

Il consiglio comunale si schiera contro «qualsiasi ipotesi di captazione»: è il primo atto ufficiale dopo le dichiarazioni d’intenti della politica. Di Carlo: «Un passo importante per tutelare le sorgenti»
BUSSI SUL TIRINO. Il consiglio comunale di Bussi dice no «a qualsiasi ipotesi di captazione dell’acqua della falda del Tirino da parte dell’Acquedotto Pugliese e da altri enti». È il primo atto ufficiale di un’istituzione pubblica dopo le dichiarazioni trasversali della politica: sia il centrodestra che il centrosinistra hanno bocciato già il piano per cedere l’acqua alla Puglia mentre anche l’Abruzzo deve fronteggiare la crisi idrica tra sorgenti a secco, pioggia scarsa e perdite record dalle condotte. «Un passo importante per la salvaguardia della Valle del Tirino», dice il consigliere Carmine Di Carlo, capogruppo di Rianimiamo Bussi che ha proposto la mozione per tutelare la falda. La mozione approvata nei giorni scorsi impegna sindaco e giunta «ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare la falda del Tirino, garantendo che qualsiasi decisione futura sia concordata con la comunità locale che dovrà essere posta a conoscenza di eventuali studi in corso».
La presa di posizione di Bussi è una risposta al piano dell’Acquedotto Pugliese, un piano che si fonda su uno studio di 73 pagine commissionato al Politecnico di Bari e all’università d’Annunzio di Chieti Pescara e pagato 100mila euro. Quella ricerca ha svelato la fattibilità dell’affare Abruzzo-Puglia con l’acqua convogliata in condotte lunghe centinaia di chilometri: lo studio dice che «le acque della sorgente del Basso Tirino presentano interessanti prospettive di sfruttamento a uso idropotabile» con «capacità di captazione stimata di almeno 4-5 metri cubi al secondo», cioè 4mila-5mila litri al secondo. Lo studio risale al 2022; ancora prima, nel 2020, l’Acquedotto Pugliese aveva inserito l’investimento nel piano industriale.
«La falda del Gran Sasso», dice Di Carlo, «viene sottoposta in più parti a trivellazioni come fossero falde diverse. Questa falda è la principale d’Abruzzo e invitiamo nuovamente la Regione Abruzzo, l’Ersi e l’Aca a mettere in campo urgentemente tutti gli interventi possibili per ridurre le attuali inaccettabili perdite della rete idrica invece di proseguire ad aumentare prelievi senza un contraltare valido per le popolazioni della Val Pescara, che comunque continuano ad essere, in diversi casi, in razionamento idrico».
Poi, Di Carlo solleva un altro rischio per l’acqua e annuncia il prossimo passo che riguarda il progetto Restart Abruzzo: «Coinvolgeremo i cittadini, le organizzazioni e le associazioni allo scopo di tutelare l’intero bacino del Tirino e le sue preziose acque chiedendo al consiglio comunale di valutare una variante al progetto che oggi prevederebbe la realizzazione di un sottopasso e di una strada comunale a ridosso della sponda del fiume Tirino che metterebbe a rischio i pozzi di acqua potabile di Fonte Sambuco che oggi alimentano l’acquedotto comunale di Bussi». Di Carlo prosegue: «Continueremo a vigilare attenti su questo argomento per il bene di tutti i cittadini e non solo per il territorio di Bussi sul Tirino».
La mozione approvata dice anche che è necessario «informare periodicamente il consiglio e la cittadinanza di Bussi sugli sviluppi della situazione e sulle azioni intraprese per la protezione della falda del Tirino». (p.l.)

