Acqua irrigua, bollette alle stelle: scatta la protesta degli agricoltori

22 Gennaio 2022

Catia Ciavattella, consigliere comunale: «Gli utenti l’hanno potuta utilizzare solo tra aprile e giugno» I rincari riguardano anche altri comuni oltre a quello angolano. E il Pd regionale chiede chiarimenti 

CITTÀ SANT’ANGELO. Lievitano i costi per l’utilizzo dell’acqua irrigua fornita dal consorzio di bonifica. Sono diversi gli utenti angolani a cui nei mesi scorsi è stata recapitata una fattura con un rincaro del 70 per cento riferito all’anno 2021, se confrontato con quanto avvenuto l’anno precedente. A denunciare quello che sta accadendo è la consigliera comunale Catia Ciavattella che, come lei stesso riferisce, si è «fatta carico delle segnalazioni arrivate da tanti concittadini».
Da quello che si apprende, a finire nel mirino sono state soprattutto le utenze extra agricole, visto che l’acqua proveniente da consorzio non viene utilizzata solamente per uso irriguo, ma in alcuni casi anche, ad esempio, per l’utilizzo del bagno. Ieri mattina il Partito democratico ha organizzato una conferenza stampa nel palazzo della Regione in piazza Unione a Pescara, alla presenza dei consiglieri Silvio Paolucci, Antonio Blasioli e Dino Pepe, per chiedere chiarimenti. I rincari infatti riguardano diversi altri comuni oltre a quello di Città Sant'Angelo, motivo che ha fatto suonare il campanello d’allarme tra i vari amministratori locali.
«Già in autunno i contribuenti hanno ricevuto una prima bolletta di circa 170 euro, decisamente più alta rispetto a quanto pagato in precedenza», spiega Ciavattella. «Non bastasse, poco prima di Natale è arrivato un ulteriore avviso di pagamento per altri 80 euro. Tutto questo stride, se si considera la qualità del servizio offerto dal consorzio di bonifica: quest’anno, infatti, per una lunga serie di motivi, gli utenti hanno potuto usufruire dell’acqua solo tra aprile e giugno, mentre in precedenza riuscivano ad approvvigionarsi fino al mese di ottobre».
La replica del consorzio di bonifica è contenuta in una delibera che porta la data di settembre 2021, nella quale si spiega che «dall'esercizio finanziario 2020 vi è stato un incremento generale dei prezzi delle materie prime necessarie all'attività di gestione e manutenzione delle opere di bonifica, anche a causa della crisi provocata dalla pandemia».
Nello stesso documento, oltre alla conferma dell'aumento del 70 per cento sui contributi extra agricoli sia per l'anno 2021 che per il 2022, si sottolinea come un ulteriore rincaro del 30 per cento è in arrivo per l'anno in corso con riferimento alle utenze agricole. «In tutto questo giro, l'unica a guadagnarci è l’Aca, che ha un debito di 7 milioni di euro nei confronti del consorzio di bonifica, che per supplire a questa perdita mette le mani nelle tasche dei cittadini» spiega Blasioli, «e senza alcun miglioramento per le utenze».