Addio a Cambi, fondò la Cna «Grande dirigente, molto attivo»

9 Marzo 2023

Nella confederazione dell’Artigianato è stato presidente provinciale, regionale e anche vice nazionale Saraceni: «Da lui si imparava sempre». Aveva 83 anni, i funerali alle 15.30 a Francavilla, dove abitava

PESCARA. «Un grande dirigente, ma anche una grande persona». Così la Cna ( Confederazione Nazionale dell’Artigianato) Abruzzo ricorda Franco Cambi, «uno dei padri fondatori» della confederazione artigiana in questa regione, morto a 83 anni. Lo storico dirigente della Cna era romagnolo, di Predappio, e si era trasferito qui nel 1970: è stato allora che è cominciata per lui una lunga carriera nella confederazione, piena di soddisfazioni. Nel tempo ha ricoperto tanti incarichi e raggiunto una lunga serie di risultati, conquistando la stima e l’affetto di tutti e facendosi apprezzare nel mondo delle imprese.
È stato presidente provinciale della Cna a Pescara e Chieti, presidente regionale nonché componente della direzione nazionale e vice presidente nazionale. A Francavilla, dove viveva, è stato consigliere comunale.
Arrivando ai vertici della confederazione ha incontrato tre Capi dello Stato e cioè Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, come ricordano dalla Cna Abruzzo. Con «impegno e slancio» si è occupato anche di altro, sempre all’interno della confederazione, che considerava la sua seconda famiglia: ha presieduto l’ente di formazione Ecipa Abruzzo e Cna Pensionati. Negli anni più recenti, poi, si è dedicato alla terza età, mettendo a punto il progetto “Atena Onlus”, un’associazione (che ha guidato come presidente) per promuovere iniziative a sostegno degli anziani, tra cui tanti corsi di alfabetizzazione informatica. Sempre pensando agli anziani si era dedicato al progetto “Atenaconsumatori”, associazione per la tutela dei consumatori più avanti con gli anni, particolarmente fragili e quindi da proteggere.
Nel suo essere «sempre attento al mondo degli ultimi» aveva coinvolto la Confederazione in un progetto per insegnare ai giovani del Bangladesh l’arte di produrre il pane. Si chiamava Rishilpi, il progetto, e andò a buon fine. Oggi in quella regione lontanissima dell’Asia ci sono forni in attività, in un piccolo villaggio, testimonianza della sua determinazione.
«Da lui si imparava sempre qualcosa ed era capace di indurre a riflessioni mai scontate per cui si ascoltava sempre con piacere», dice il presidente regionale Savino Saraceni manifestando il cordoglio di tutta la Cna, che per Cambi per «una seconda famiglia. Se ne va uno dei grandi della nostra associazione», dice ancora.
Il direttore regionale Graziano Di Costanzo, che ha lavorato al fianco di Cambi per anni, ricorda il rapporto speciale che aveva con i giovani: «Sapeva trasferire la sua esperienza su di noi senza farlo mai pesare, perché considerava il dialogo come lo strumento essenziale per l’esercizio del suo ruolo».
«Era un personaggio unico nel mondo dell'associazionismo», dice da Casartigiani Dino Lucente. «Abbiamo condiviso oltre 40 anni di battaglie per le imprese artigiane, senza distinzione di appartenenza e di colori. Era un vero signore, sempre obiettivo, sempre elegante nel suo stile».
Anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista ha parlato dell’impegno di Cambi, definendolo «un militante della sinistra coerente, un comunista del Pci che conosceva i problemi della società e del lavoro e inseriva il suo impegno quotidiano dentro una prospettiva ideale. Negli ultimi anni, insieme ad altri compagni, aveva dato un forte contributo all’esperienza di Uniti a sinistra, a Francavilla, un’aggregazione alternativa alla destra e al Pd, sostenendo i tentativi di Rifondazione di ricostruire una sinistra di alternativa. Ai familiari e alle persone a lui care, il nostro cordoglio più sentito», ha detto Acerbo.
I funerali alle 15.30 alla chiesa di Sant’Alfonso, a Francavilla. (f.bu.)