Addio a Italo Anelli il barbiere dei ragazzi degli anni Ottanta

24 Febbraio 2022

Nel negozio di via De Amicis intere generazioni di pescaresi Testa: il sabato facevamo la fila da lui, prima della discoteca

PESCARA. Barba, capelli e basette prima di andare a ballare al Lenny's. Erano gli anni ’80 e il sabato mattina c'era la fila dei giovani pescaresi davanti alla barberia di “Italuccio” in via De Amicis. E lui si adeguava, spinto dalle mode del tempo e dalle richieste dei suoi esigenti clienti che coccolava con il panno caldo sul viso, o facendo dondolare i cavallucci per tranquillizzare i più piccoli. Per oltre 40 anni Italo Anelli, morto ieri all’alba in ospedale, 80 anni compiuti il 25 dicembre scorso e una salute di ferro fino a pochi giorni fa, è stato il barbiere di riferimento di generazioni di pescaresi. Viveva in via Aterno e girava la città in motorino. Gli dicono addio, straziati dal dolore, i figli Barbara e Giuseppe, il genero Maurizio Di Girolamo, la nuora Paola D’Incecco, gli amati nipoti Manuel, Nikla, Christian, Giada e Alessandro, il fratello Renzo, le cognate Laura, Rita e Paola. Più di un anno fa ha perso la moglie, Lea Marcone. I funerali si terranno oggi alle 15.30 nella chiesa dei Santi Angeli custodi di via Lago di Posta. Ad esequie avvenute, le sue ceneri riposeranno nel cimitero di San Silvestro. Terzo di cinque fratelli, nato a Bolognano dai genitori Wanda Grifone e Angelosanto, originari di Torre de’ Passeri (e imparentati con gli Anelli della storico cinema), all’età di 8 anni si trasferisce a Pescara con la famiglia e va a bottega da Alberto, in corso Vittorio. Dopo una breve parentesi milanese e anni di gavetta, si mette in proprio con il collega Marino (scomparso anni fa) e insieme aprono in via De Amicis fino al pensionamento, 5 anni fa. «Ogni giorno veniva a prendere il caffè e a fare un saluto, era un signore», ricorda il titolare del vicino ristorante La Rete, Marco Giansante. Piange addolorata la figlia Barbara: «Tutti i pescaresi sono passati da Italucc’ lu barbier’. Era un padre amorevole e un nonno stupendo. Fino a una settimana fa stava bene, ci aveva preparato le sagne. Ci diceva che la parola è il biglietto da visita e quando si lavora bisogna seminare i fiori e lasciare il profumo. La Camera di commercio lo ha premiato per la sua attività lunga più di 40 anni». «Da bimbetto stavo sul cavalluccio mentre faceva la barba a mio padre Donato», ricorda il consigliere regionale Guerino Testa, «il sabato mattina noi ragazzi facevamo la fila davanti alla barberia per farci sistemare le basette prima di andare al Lenny’s. Era un galantuomo elegante e rispettoso». «Onesto e gentile», concludono le vicine di casa Agata e Katiuscia Di Giacomandrea e Antonietta Massari.