Addio a Mario Simeone il “papà” di Porta Nuova

Il costruttore è scomparso a 76 anni: tanti lavori realizzati davanti al porto turistico, alla Pineta e nella zona stadio. E’ rimasta incompiuta la sede della Finanza
PESCARA. Da anni viveva ritirato, perché il suo fisico era stato messo a dura prova da alcune ischemie ma nessuno, in famiglia pensava che potesse andarsene così, da un momento all’altro.
È morto ieri, all’improvviso, Mario Simeone, 76 anni, storico imprenditore edile pescarese che a partire dalla metà degli anni ’60 ha realizzato in città una lunga serie di interventi edilizi, non solo nel campo privato ma anche in quello pubblico. Il suo nome è sempre stato sinonimo di competenza e, per la clientela, l’impresa Simeone rappresentava una sorta di marchio di qualità e pregio. Da una decina di anni aveva lasciato le redini dell’azienda a uno dei figli, Domenico, e oggi l'attività si chiama “Sim project appalti srl” e conta numerosi cantieri, primo tra tutto quello della nuova sede della Guardia di finanza che svetta sul lungomare Sud del capoluogo adriatico. Proprio in quella zona Simeone, originario della provincia di Benevento, ha realizzato tanti edifici che ancora oggi si possono ammirare di fronte al porto turistico, i palazzi Simeone, e anche più in là, nei pressi dello stadio e del palazzetto dello sport e della pineta dannunziana e poi ancora in periferia, a Porta Nuova e a Colle Marino. Con la sua attività ha dato vita anche alla struttura che ospita la Cassa edile, in via Prati, e portano la sua firma alcuni interventi di edilizia popolare, nella zona di San Donato e a Rancitelli. È stato impegnato non solo qui, ma il suo prestigio è arrivato fuori dai confini regionali e sono riconducibili all’azienda edile Mario Simeone anche il mercato ittico di San Benedetto del Tronto, diventato nodo di smercio del pesce dell’Adriatico, e la casa di riposo Santa Colomba, a Pesaro.
I suoi cantieri sono approdati anche in Corsica, a testimonianza del nome che questo imprenditore è riuscito a costruire nel tempo, mattone dopo mattone. Il suo ricordo, personale e professionale, è affidato al figlio Domenico che ieri ha visto il padre spegnersi nel giro di poche ore, e con lui la mamma Marisa e gli altri figli, Marco e Maria.
Ieri mattina il noto imprenditore, ormai lontano dagli affari e con una serie di acciacchi, ha confidato di sentirsi poco bene. Era affaticato, per cui è stato accompagnato in ospedale per un controllo, ma il suo cuore dopo poco non ha retto. È morto nel giro di una manciata di ore, proprio in ospedale.
Parlando del padre, Domenico Simeone dice: «Ha sempre vissuto tra l’azienda e la casa, era un uomo tranquillo e ha condotto un’esistenza assolutamente normale. È sempre stato vicino a chi aveva bisogno, sia in campo lavorativo che fuori dall’attività. Era una persona umile e seria, un gran lavoratore, e ci ha trasmesso questi principi. Era stimato ma ormai da dieci anni aveva lasciato l’azienda e i suoi rapporto con l’esterno si erano affievoliti. Di lui ricordo che frequentava lo stadio, all’epoca di Caldora», dice ancora il figlio. Nel corso della lunga carriera Simeone ha avuto rapporti sia d’affari che d’amicizia con altri costruttori affermati come D’Andrea, scomparso di recente, e Sciarra, solo per citare un paio di nomi. Oltre alla moglie e ai figli, alla nuora Laura e al genero Gianni, Simeone lascia i tre nipotini Eleonora, Beatrice e Giovanni. I funerali si terranno domani, nella chiesa di Santa Caterina, in via Mezzanotte.
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