Addio Ascenzo, inventò il gelato di San Valentino tappa fissa anche dei vip

18 Agosto 2023

Campione nazionale nel 1995, iniziò con una trattoria nel Lecchese Poi, 42 anni fa, il ritorno in paese e l’avvio della prestigiosa attività

SAN VALENTINO. Con il suo gelato di stagione ha fatto conoscere San Valentino nel mondo, tappa fissa per tutti quelli che andavano o tornavano dalla montagna o che pure partivano diretti per gustare le sue creazioni nel giardino della gelateria. In paese era una istituzione per cittadini e turisti che non andavano via senza aver assaggiato le sue cremose specialità. La comunità di San Valentino, ma non solo, da ieri piange la morte di Antonio Ascenzo, il “gelatiere”, come amava definirsi, campione nazionale nel 1995. Aveva 71 anni e da tempo combatteva contro un male che non gli ha lasciato scampo. Lascia la moglie Angela Invernizzi, originaria di Lecco; il figlio Vittorio che porta avanti l’attività di famiglia; la figlia Manuela e il genero Fabio con i nipotini Demetra e Calliope; il fratello Francesco, tornato dal Canada per le esequie; l'altro, Nicola, è scomparso anni fa. I funerali si svolgeranno oggi alle 17 nella chiesa madre dei Santi Valentino e Damiano. La famiglia ha chiesto una donazione per l’Airc, associazione ricerca contro il cancro. Ascenzo, morto ieri alle 6.10 all’ospedale dell'Aquila dove era ricoverato da circa due settimane. Nato a San Valentino il 7 ottobre 1951, figlio di un operaio, Vittorio, e di una casalinga, Rosa, dopo gli studi all’Alberghiero di Roccaraso, da giovanissimo, si era trasferito sul lago di Como e a Varenna aveva aperto una trattoria portata al successo con i manicaretti caserecci materni. Negli anni ’80 decise poi di tornare nella terra d’origine dove rilevò il bar divenuto “La gelateria di San Valentino”, in via Cupoli, conosciuta anche in Cina e Australia, dove Ascenzo aveva portato la sua professionalità.
Nel suo locale sono passati, tra gli altri, l’attrice britannica Premio Oscar Helen Mirren; il premier belga Elio Di Rupo, originario di San Valentino, che degustava i gelati di Ascenzo in bicicletta; i familiari di Indira Gandhi; i politici Rosy Bindi e Franco Marini. Commenta il sindaco Antonio D’Angelo: «Con Antonio se ne va un pezzo di sanvalentinesità. Un cittadino, un artigiano, un uomo che ha dato tanto alla comunità. Grazie alla sua riconosciuta professionalità, ha reso famoso il nostro paese legandolo a un prodotto di eccellenza. Per noi tutti è stato esempio di vita». Ricorda l’ex sindaco e medico personale, Antonio Saia: «Per me era come un fratello e per i giovani è un esempio di dedizione al lavoro. Ha saputo affrontare le sue malattie con coraggio e dignità. Cresciuto in una famiglia umile, è stato intelligente, volenteroso e intraprendente, ha creato due attività di successo, la trattoria nel Lecchese e il locale di San Valentino, reso famoso fuori dai confini regionali con il suo prodotto eccellente, che ora porterà avanti Vittorio con il suo tocco di innovazione». Il vice sindaco, Lino Sciambra: «Grazie per aver scommesso sul nostro paese oltre 40 anni fa, decidendo di tornare qui per aprire un’attività che ha avuto risultati prestigiosi. Ricorderò la tua ironia, la tua capacità di ragionamento, la tua umanità».
«Uomo distinto e positivo», ricorda il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli, «continuerà a vivere in ogni cono e coppetta preparati con prodotti di stagione raccolti da lui stesso sul territorio e con i segreti appresi dal mentore della gelateria italiana Luca Caviezel, e gustati nello splendido giardino ombreggiato da platani e castagni, così come il suo nome resterà inscindibilmente legato a San Valentino e a tutto l’Abruzzo». Ieri il vicino museo dei Fossili e delle Ambre è rimasto chiuso al pubblico in segno di lutto. Il direttore, Beniamino Gigante: «Gli piaceva essere definito gelatiere, rivendicando con orgoglio la propria professione a chi distrattamente lo definiva gelataio. Perdiamo un grande amico e un socio generoso e nel suo ricordo continueremo a chiedere le chiavi del museo custodite in gelateria».