Aeroporto, anche giugno va male Persi in totale 27mila passeggeri

1 Agosto 2024

L’estate è cominciata con un meno 5.726 che si somma agli altri dati negativi da gennaio in poi  Il deputato del Pd D’Alfonso: «La Regione guidata dal centrodestra ha abbandonato lo scalo»

PESCARA. Sono 27.291 i passeggeri persi dall’aeroporto d’Abruzzo nei primi sei mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche nel mese di giugno, infatti, si è avuto un calo nei transiti: 5.726 in meno rispetto a un anno fa, pari al -6%.
«Le cifre fornite da Assaeroporti - l’associazione che riunisce le società di gestione di 36 scali italiani - rivelano quella che ormai è una vera e propria emergenza», torna a denunciare Luciano D’Alfonso, deputato del Partito Democratico.
L’infrastruttura pescarese continua a far registrare numeri in diminuzione dalla fine del 2023 (vedi la tabella che pubblichiamo a destra): a novembre infatti il dato era stato di -3.690 transiti, pari al -8,4%, mentre a dicembre aveva toccato quota -3.284, pari al -7,3%. L’unica eccezione in positivo si è avuta nel marzo scorso, grazie ad un lievissimo aumento (+1.324 passeggeri) dovuto però alla Pasqua bassa (31 marzo). Tutto questo accade mentre gli altri aeroporti italiani vanno benissimo.
Il dato nazionale infatti è in trend positivo da gennaio, e a giugno si è attestato al +10,8%, con il vicino scalo di Ancona (diretto concorrente di Pescara) che ha fatto registrare addirittura un +14,9%.
«Questi risultati sono dovuti alla cancellazione dei voli per Milano Linate e Varsavia», incalza il parlamentare dem, «cui si sono aggiunti i forti tagli ai collegamenti con Torino, Barcellona (Girona), Bergamo, Dusseldorf, Malta e Memmingen; inoltre, gli orari di alcune frequenze sono molto più scomodi rispetto a un anno fa».
«Da notare», osserva inoltre D’Alfonso, «che la fase negativa è iniziata proprio nel momento in cui si è insediato il nuovo direttore generale, Luca Bruni, in sella dal 23 ottobre scorso. Perché nessuno va a protestare con Ryanair, che gestisce la maggior parte dei voli in partenza da Pescara, chiedendo orari migliori e più destinazioni? È evidente», afferma infine il deputato, «che la Regione a guida centrodestra ha abbandonato l’aeroporto a se stesso e si comporta come se si trovasse in un altro territorio. Prova ne è il fatto che non vi è traccia del cantiere dell’allungamento della pista, finanziato nel 2016 dalla giunta regionale che ho presieduto e avviato in pompa magna da Marco Marsilio soltanto a febbraio scorso, per poi essere immediatamente chiuso».
Ed ecco la stoccata finale che fa riferimento ai fondi a pioggia votati in Consiglio regionale alla fine della scorsa legislatura: «Occorrono meno collanine e braccialetti da dispensare in tempo di elezioni», conclude D’Alfonso, «e più fondi per le infrastrutture che avvicinano l’Abruzzo al resto del mondo. Qualcuno lo dica al presidente Marsilio». (c.s.)
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