Agenzia delle Entrate, file e caos: pochi sportelli, arriva la polizia

5 Giugno 2020

Un centinaio di persone in coda per accedere negli uffici di piazza Italia al primo giorno di riapertura Dopo l’intervento delle volanti, oltre la metà della gente in attesa è stata invitata a tornare a casa

PESCARA. La fila è lunga, arriva fino in strada. Un centinaio di persone, in coda per ore, di buon mattino, davanti al palazzo dell'Agenzia delle Entrate e del Catasto, in piazza Italia. L'assembramento cresce, lentamente. Anche se quasi tutti sono muniti di mascherine e guanti. Alcuni sportelli, si scoprirà, sono chiusi e gli utenti vengono rimandati indietro.
LA TENSIONE Prima delle 11, ieri mattina, esplodono i primi focolai di tensione, sale la rabbia. Qualcuno, ormai esasperato dalla lunga attesa, chiama la polizia. Arrivano due volanti.
Gli agenti cercano di placare gli animi, poi salgono ai piani alti dove si trovano gli uffici operativi. Tornano giù e annunciano: alcuni restano. Gli altri a casa.
Il nervosismo è palpabile tra la gente che aspetta, come mostra un filmato girato con il cellulare da un cittadino in fila. Scorrono le immagini del serpentone che si accalca lungo le scale e all'ingresso degli uffici pubblici, al primo giorno di apertura dopo la chiusura causata dal lockdown da coronavirus. Una mattinata difficile, quella di ieri, negli uffici dietro al Comune.
CATASTO CHIUSO Così la racconta chi l'ha vissuta direttamente: «Vergognoso quello che è successo», è la narrazione di un pescarese, che non vuole rivelare la sua identità, ma che con la sua professione lavoro molto a contatto con il pubblico, «la fila di un centinaio di persone arrivava fino ai negozi all'angolo di corso Vittorio. Ho visto persone anziane, che si reggevano coi bastoni, in per piedi per ore e sentirsi dire, poi: “Lo sportello del Catasto è chiuso”. Ci ha fatti arrabbiare la disorganizzazione, non un cartello né qualcuno che desse informazioni sugli sportelli aperti o chiusi. Al primo piano, due addetti chiedevano i documenti agli utenti, in molti tornavano indietro quando scoprivano gli sportelli chiusi, uno di questi è l'ufficio catastale. Niente altro».
LE VOLANTI «A un certo punto», prosegue il testimone, «quando la gente ha cominciato a dare segni di nervosismo, abbiamo chiamato la polizia. Sono arrivate due volanti. Gli agenti hanno dapprima parlato alla folla di gente in attesa, poi sono saliti ai piani alti. Quando sono riscesi, poco più tardi, ci hanno detto: “Una quarantina di voi può restare, gli altri a casa”. Oltre una sessantina di persone ha girato i tacchi e se ne è andata tra i mugugni. Io sono tra questi, dopo aver fatto la fila tra le 9 e mezzo e le 11. Le pratiche che dovevo fare all'Agenzia delle Entrate, le ho sistemate poco dopo con l'aiuto di un patronato di Montesilvano. Ma quello che è successo è scandaloso. Da un servizio pubblico che riapre dopo settimane di chiusura, ci si aspettano organizzazione e ordine. Così non è stato, eppure hanno avuto tutto il tempo per definire le questioni tecniche legate al servizio: dovevano aspettarsi la folla alla riapertura degli sportelli».
PETTINARI Sulla vicenda è intervenuto Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale, che commenta: «E' la totale mancanza di informazioni che getta nel panico i cittadini, che non devono fare assembramento. Ma è pur vero che chi gestisce un servizio pubblico deve informare per bene l'utenza che altrimenti è disorientata, come accaduto in questo caso. Purtroppo, dopo il lockdown, assisteremo a tante di queste situazioni in cui il nervosismo la farà da padrone quando si registrano ritardi nell'erogazione di servizi pubblici, come in questa circostanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA