Agenzie di viaggio ferme da oltre 2 anni C’è chi si è arreso

19 Gennaio 2022

PESCARA. Il settore del turismo soffre, c’è chi è arrivato «al limite» e cerca di resistere e chi, invece, «ha già chiuso i battenti o ha sospeso la licenza». Le agenzie di viaggio non se la passano...

PESCARA. Il settore del turismo soffre, c’è chi è arrivato «al limite» e cerca di resistere e chi, invece, «ha già chiuso i battenti o ha sospeso la licenza». Le agenzie di viaggio non se la passano bene, la pandemia ha comportato una riduzione del lavoro pesantissima. «Siamo fermi, essendoci tanti positivi tra i clienti e molta paura. Ormai siamo al palo da due anni e mezzo», dice Annalisa De Luca dalla Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo (Fiavet) dell’Abruzzo. «Il grido di allarme è unanime», da parte degli operatori, fa notare la vice presidente regionale della Fiavet sottolineando la «drammaticità» della situazione in tutte le province abruzzesi. «Prima eravamo chiusi e c’erano i ristori. Adesso, invece, non si può vendere nulla perché le mete dell’estero sono chiuse, e non ci sono prospettive», essendoci tutta una serie di limitazioni da rispettare. Ce l’ha con i provvedimenti del ministro Speranza, parla di «caos assoluto» e pensa, ad esempio, alla «Giordania che è stata chiusa, dopo le vendite già effettuate, per cui i clienti sono stati rimborsati».
Nel mese di dicembre gli operatori hanno tirato il fiato perché «c’erano un bel po’ di prenotazioni e abbiamo lavorato benissimo. Ma, con l’imposizione del tampone per rientrare in Italia, tanti positivi sono rimasti all’estero il che vuol dire aggravio di costi per chi era fuori e famiglie terrorizzate dalla possibilità di rimanere bloccate in un altro paese. E quindi le persone desistono dal prenotare perché quello che deve essere un viaggio di piacere rischia di trasformarsi in un incubo».
Ben vengano, quindi, gli aiuti, considerato che sono in difficoltà anche imprese storiche. «Sì alla moratoria fiscale, alla proroga della cassa integrazione e alle detrazioni fiscali sugli affitti. È indispensabile anche il ristoro, che nel 2021 non ci è stato concesso», conclude De Luca ricordando di aver lanciato un Sos all’assessore regionale Daniele D’Amario. (f.bu.)