«Aiuti all’economia per frenare la malavita»

Le reazioni alle inchieste, grido di aiuto delle associazioni: servono strumenti per produrre ricchezza
PESCARA. «Per evitare che la malavita si insinui nel nostro tessuto economico, c’è bisogno di rilanciare l’economia, che è in forte crisi, continuando a mantenere alta l’attenzione come già si sta facendo». È un appello quello che arriva dalle associazioni di categoria dopo le operazioni della guardia di finanza, due nel giro di una settimana, coordinate dalle distrettuali antimafia dell’Aquila e Potenza. Nella prima, scoperto un giro d’affari che, negli ultimi anni, ha consentito alla mala foggiana di infiltrarsi nel tessuto socio economico pescarese, inquinandone, con il metodo mafioso, la realtà produttiva attraverso sia i traffici illeciti che gli investimenti nelle attività imprenditoriali di spicco. Nella seconda, nel mirino un’azienda che opera all’interno del mercato ortofrutticolo di Villanova di Cepagatti, al centro martedì di perquisizioni e sequestri: si ipotizza un collegamento con l’imprenditore agricolo lucano Aldo De Pascalis che avrebbe distratto ingenti risorse finanziarie provenienti dall’Unione europea.
Per Vincenzina De Sanctis, vice presidente di Confcommercio, fondamentale è che ci siano i controlli: «Non sappiamo ancora se quelli scoperti siano fatti singoli e sporadici o dietro ci sia una rete più capillare. Certo, se diventa capillare c’è da preoccuparsi. Al momento, non sappiamo di più e particolari timori fra gli esercenti non ci sono. La cosa più importante e che ci conforta è la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Fino a quando c’è la legge, noi siamo tutelati. Vale per le infilitrazioni malavitose così come per tutto il resto. Ben vengano i controlli».
«Sono degli alert a cui bisogna dare delle risposte», sottolinea Fabrizio Vianale, direttore della Confartigianato, «ringraziamo le forze dell’ordine perché sono sempre operative. Per reagire, è necessario però sostenere le attività sane. L’economia deve prevalere sul resto perchè altrimenti anche il resto va in difficoltà. Se non mettiamo al centro l’economia di questa città, c’è il rischio che le attività vengano travolte e non ce la fanno più ad andare avanti. La liquidità, come tutti sappiamo, ce l'ha in mano la malavita. Invito chi ci governa a riflettere su questo. Quando non ci sono i soldi, quando le attività chiudono e non c'è il lavoro, iniziano le problematiche. Quindi», ribadisce, «al centro di tutto deve esserci l’economia. Per Pescara è già il secondo, terzo alert. Questo è il segnale di una economia sofferente a cui hanno messo gli occhi certi mondi. Nel recente passato, ci sono stati anche incendi dolosi, molte situazioni che messe insieme non sono una buona cosa per una città che sino a poco tempo fa veniva ritenuta un’isola felice. Ci sono tanti piccoli indizi, insomma, che dimostrano che rischiamo di non esserlo più. Se vogliamo allontanare la malavita, ma anche la microcriminalità, dobbiamo produrre ricchezza».
«Come città di mare», spiega Gianni Taucci, direttore provinciale di Confesercenti, «abbiamo sempre corso il rischio delle infilitrazioni. Nei momenti di crisi importanti, c’è ancora di più. C’è il pericolo di affidarsi a soluzioni poco ortodosse. Adesso l’attenzione deve essere alta. Questo infatti è un momento in cui soprattutto le piccole imprese soffrono molto. Nel commercio in se il problema è un po’ meno sentito, si riscontra di più in quei settori legati alla liquidità. Noi come associazione cerchiamo di andare incontro ai nostri associati, fornendo assistenza. Abbiamo sportelli di credito, servizi e fondi anti usura. E questo per far accedere al credito le imprese non garantibili». Nei mesi scorsi, l’associazione ha messo in campo due strumenti nuovi e complementari fra loro attraverso i quali le attività in difficoltà possono ricevere finanziamenti anche fino a 100mila euro. «L’attenzione di tutti deve restare massima», conclude Taucci.

