«Anche chi ha il Green pass deve portare la mascherina»

Non basta essere vaccinati per tornare alla normalità. L’Ema consiglia cautela Persino nelle feste in famiglia è meglio proteggersi se ci sono nonni fragili
PESCARA. Non basta essere vaccinati per tornare alla normalità. Anche chi ha ricevuto le due dosi deve rispettare le regole della prevenzione.
Il Green pass, in altre parole, non è una patente che ci permette di viaggiare sulla strada della normalità. A dirlo sono i maggiori esperti al mondo perché la diffusione della variante Delta, diventata dominante se non esclusiva, impone cautela assoluta.
CHI LO AFFERMA. «La vaccinazione completa offre un alto livello di protezione contro la malattia grave e la morte causata dal virus». Così scrivono l’Agenzia europea del farmaco (Ema) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in una nota congiunta.
«Ma fino a quando più persone non saranno completamente vaccinate», si legge ancora nella nota, «tutti dovrebbero continuare a indossare le mascherine e rispettare il distanziamento sociale. Anche le persone che hanno ricevuto un programma di vaccinazione completo».
GLI EFFETTI DEL VACCINO. Gli studi ci dicono che i vaccini proteggono quasi del tutto dalle forme gravi di Covid. Evitano polmoniti e ricoveri soprattutto in terapia intensiva. Ma non sono la panacea assoluta per l’infezione. In Italia, secondo studi portati avanti a Ferrara, si è stimato che circa due persone su 10, tra gli immunizzati, potrebbero rischiare il contagio, seppure in forma lieve e per un numero limitato di giorni.
NONNI E BIMBI. A questo punto la domanda è: quali sono le fasce di età esposte di più al rischio? Le due fasce di popolazione da tenere sotto controllo, oltre ai no vax per scelta, per pigrizia o per motivi di salute, sono certamente i fragili, e tra questi gli anziani, ai quali si aggiungono i giovanissimi. Nella fascia vaccinabile dei minori (che va dai 12 anni in su), in Italia, il 22,4 per cento ha ricevuto le due dosi (in Abruzzo siamo però al 26,41 per cento), mentre tra gli ultra 80enni la percentuale ha raggiunto in Abruzzo il 90,04 per cento e nella fascia 70-79 anni è all’89,28 per cento. Ma la reazione alla vaccinazione è soggettiva: chi è immunodepresso perché in chemioterapia o per altre patologie, per esempio ha una protezione limitata.
Così può accadere che un bambino non vaccinato potrebbe contagiarsi e trasmettere il virus a un nonno fragile. In questo caso è quindi importante che si vaccinino i genitori del minore ed è consigliabile tenere la mascherina in presenza dell’anziano.
ALTRI ESEMPI. In occasione di feste in famiglia si possono usare i tamponi rapidi per essere tutti più tranquilli. E solo se non ci sono parenti fragili e tutti i presenti sono vaccinati non è necessario indossare la mascherina. Se però ci si ritrova in ambienti chiusi con sconosciuti è prudente tenerla anche se si è vaccinati.
Ma due vaccinati possono abbracciarsi? «Il contatto tra persone che hanno ricevuto il ciclo vaccinale completo è sicuro», si legge sul sito del Ministero della salute, «a patto che nessuno dei due abbia frequentato posti affollati in cui erano presenti persone non vaccinate e molto contagiose. C’è infatti, come detto prima, il 20 per cento di rischio di infettarsi, seppure in modo lieve o asintomatico, anche dopo le due dosi. Tra le mascherine, la Ffp2 offre una sicurezza molto elevata. Più aderisce al viso, più alta è la protezione, anche per chi ha il Green pass e può andare dappertutto. (l.c.)

