Ancora quattro forti scosse sentite da Roma a Bologna Crolla campanile ad Amatrice

19 Gennaio 2017

Colpita la zona che già era stata messa in ginocchio dalle nevicate, paura nella Capitale dove è stata evacuata per due ore la metropolitana e chiusi scuole, uffici e musei

AMATRICE. Il terremoto questa volta è arrivato nel Centro Italia, mentre uomini, donne e bambini che da agosto vivono sotto le tende, nelle roulottes e nei prefabbricati, cercavano di affrontare nevicate e un black-out che stavano distruggendo quel poco che erano riusciti a salvare. Una “fascia” lunga circa 15 chilometri e compresa tra Abruzzo e Lazio. La stessa zona colpita dal terremoto dello scorso 24 agosto e che ha provocato nella sola Amatrice, paese-simbolo del sisma, 290 vittime.

La prima scossa di magnitudo 5.1 alle 10,25; la seconda di 5.5 alle 11,14 e la terza di 5.4 alle 11,26. Poi alle 14,33 nuovo allarme di magnitudo 5.1. Epicentro tra Montereale, Capitignano e Pizzoli, paesi in provincia de L’Aquila, ma che distano dal confine con il Lazio appena qualche decina di chilometri. E le scosse sono state sentite nitidamente anche a Roma, Firenze, Bologna. Nella Capitale si sono avuti i disagi maggiori. Chiusa per precauzione l’intera linea metro, poi parzialmente riaperta, evacuate le scuole, gli uffici pubblici e i musei, sospeso perfino il plenum del Csm. Ma non si sono registrati crolli né feriti. Ad Amatrice però è crollato completamente il campanile di Sant'Agostino. Macerie che si aggiungono ad altre macerie. Nella Amatrice già quasi rasa al suolo dal terremoto di agosto e da quelli che si sono susseguiti, il crollo dell'antica torre, sembra destinato a rimanere il simbolo dell'Italia centrale ancora una volta ferita dal terremoto, stretta dalla morsa del gelo, sepolta da montagne di neve.

«Proprio sul campanile era già stato programmato l'intervento per il consolidamento, eravamo pronti a cominciare il 23 gennaio», allarga le braccia sconsolata il segretario generale del ministero della cultura Antonia Pasqua Recchia. Come per le persone e le case, anche la situazione del patrimonio artistico, spiega l'alto funzionario, si è irrimediabilmente aggravata con le nuove scosse. Anche se molte verifiche non si sono ancora potute fare «in Abruzzo per esempio è stato impossibile arrivare, troppa neve, strade chiuse, anche i carabinieri hanno avuto difficoltà».

Impossibile oggi, per il segretario generale, raggiungere Amatrice. «Ci abbiamo provato, alla fine siamo stati costretti a fermarci a Rieti, dove c'è stata una riunione con la Protezione civile», spiega. Obiettivo, cercare di fare l'ennesima conta dei danni e dei problemi del patrimonio artistico. Le prime verifiche, spiega Recchia, hanno dimostrato che «Dobbiamo fare fronte ad un aggravamento generalizzato con crolli specifici». Al momento il focus riguarda il Lazio e la zona di Amatrice, sottolinea, perché in Abruzzo la troppa neve e le strade interrotte hanno impedito anche le verifiche. Il dramma più evidente, conferma, è il crollo della torre di Sant'Agostino nel centro di Amatrice. Certo, la torre «era stata irrimediabilmente danneggiata dai terremoti precedenti- sottolinea Recchia- sarebbe stato necessario smontarla, recuperare tutte le pietre per poi procedere al consolidamento», ora comunque il lavoro da fare sarà ancora peggiore. Strade permettendo però, assicura, i restauri non si fermeranno. Bisognerà proseguire con il progetto per la messa in sicurezza della facciata e di quello che resta della chiesa di Sant'Agostino, «un lavoro molto complesso, con molti problemi strutturali da risolvere». Non solo: Per la chiesa di San Francesco, altra meraviglia del centro di Amatrice, «rimane la programmazione fatta: se le strade saranno percorribili, noi da lunedì cominceremo il cantiere a san Francesco, un cantiere complicato con problemi di sicurezza perché c'è una parete pencolante».

Contemporaneamente, aggiunge, «è stato programmato un intervento per la Torre del Museo Civico di Amatrice, che andrà smontata numerata e consolidarla». Tutti questi interventi sono stati confermati nella riunione di ieri a Rieti. «Sul resto del patrimonio siamo stati costretti a sospendere verifiche, non c'è la sicurezza. Abbiamo dovuto ritirare le 15 squadre che erano impegnate nelle quattro regioni. I tecnici non possono restare all'interno di monumenti con il rischio che crollino». Interrotta, causa terremoto, anche la gestione macerie, ovvero la complicata operazione che si fa per cercare di recuperare dalle macerie tutto quello che può essere recuperato.

Da oggi ci si rimboccherà le maniche per riprogrammare tutti gli interventi. «Noi siamo operativi al cento per cento su tutte le linee che sono praticabili», ribadisce. Il programma è confermato, «se riusciamo ad arrivare con i mezzi, il resto a stretto giro». Per fortuna, intanto, i beni mobili sono stati in gran parte recuperati. «A Montereale, l'epicentro di oggi, tele, arredi e oggetti d'arte erano stati messi in salvo per tempo. Ad Amatrice pure, in questi mesi abbiamo messo in salvo quasi novemila opere d'arte.

Un gruppo di studenti di Amatrice ha saputo delle scosse durante una gita a Cracovia. «Le mie aspettative? Finire questo benedetto liceo e arruolarmi nell'Esercito per provare ad aiutare gli altri come non hanno aiutato noi». È arrabbiato Tiziano, ultimo anno al liceo scientifico di Amatrice. Delle nuove forti scosse di oggi ha saputo appena atterrato con l'aereo che lo portava a Cracovia assieme ad altri cento ragazzi provenienti da tutta Italia per il Viaggio della Memoria, con il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli. Lui ed altri cinque ragazzi e ragazze del liceo scientifico di Amatrice, dalla scossa del 24 agosto collocato in un container insieme alle altre scuole del piccolo centro, sono stati tra gli studenti selezionati per i lavori fatti sulla Shoah. Ma il motivo del viaggio perde importanza non appena si accendono i telefoni e arrivano le notizie del terremoto. «È successo di nuovo. Non si ferma più». Le telefonate con i genitori li tranquillizzano. Ora li aspetta la visita del ghetto di Cracovia, un viaggio commovente nei luoghi dell'olocausto. Ma a sera, quando finalmente si torna in albergo, il terremoto torna ad essere l'amaro argomento del giorno.

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