Annegarono nel fiume Orta, indagati sindaco di Caramanico e direttore del Parco Majella

20 Aprile 2018

Il procuratore capo di Pescara li accusa di omicidio colposo per non aver segnalato la pericolosità del luogo costato in passato la vita anche a tre studenti

PESCARA. La Procura ha chiuso le indagini sulla tragica morte di Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi, la coppia di Scerni annegata il primo maggio dello scorso anno nel fiume Orta, a Caramanico (Pescara). Due gli indagati: il sindaco di Caramanico Simone Angelucci e il direttore del Parco nazionale della Majella Oremo di Nino. Il reato ipotizzato dal procuratore capo della Repubblica di Pescara, Massimiliano Serpi, e dal sostituto Valentina D'Agostino, è omicidio colposo.

Il luogo dove è accaduto l'incidente è denominato Marmitte dei Giganti. Fa parte del tratto delle Rapide di Santa Lucia. Quel giorno Silvia e Giuseppe erano in gita nel parco della Majella con i due figli di 8 e 5 anni e altri familiari. I due si sono allontanati dal resto del gruppo e hanno percorso il camminamento roccioso ricoperto di melma. Ad un certo punto, Silvia è scivolata nel fiume e subito dopo anche il marito, nel tentativo disperato di salvarla, finendo entrambi inghiottiti dalle rapide.

Il legale della famiglia, sin dall'inizio, aveva respinto l'ipotesi della tragica fatalità e aveva presentato una denuncia ipotizzando la responsabilità di chi avrebbe dovuto segnalare la pericolosità di un luogo costato già in passato la vita a tre studenti. Dopo un anno, la procura ha dunque chiuso le indagini affidate ai carabinieri forestali di Pescara, diretti dal tenente colonnello Annamaria Angelozzi.