Anziani raggirati, scatta l’allarme «Segnalate i tentativi di truffa»

Il comandante dei carabinieri Marco Riscaldati suggerisce di rivolgersi sempre alle forze dell’ordine Le telefonate degli impostori in cerca di vittime sono molte: per chi indaga è importante saperlo
PESCARA. Quando si finisce nel mirino di un truffatore bisogna «sempre rivolgersi alle forze dell’ordine». Non solo se il raggiro va a buon fine ma anche se il colpo sfuma perché la vittima non cade nel tranello. Il suggerimento arriva dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Marco Riscaldati, dopo la truffa ai danni di due anziani di Lettomanoppello che hanno consegnato ben 48mila euro a due impostori pensando che quel denaro sarebbe servito per tirare fuori dai guai il figlio dopo un incidente stradale con danni ingenti. Per aiutare il figlio la coppia ha fatto quello che chiedevano i finti carabinieri, prima telefonicamente e poi di persona, e solo successivamente i due ottantenni hanno scoperto che era tutto un inganno.
Le telefonate del finto carabiniere o del finto avvocato alla ricerca di una o più vittime vengono fatte “a strascico”, fino a quando qualcuno “abbocca”, per cui «consigliamo di segnalarci sempre i tentativi messi in atto dai truffatori, anche se non vanno a buon fine», prosegue Riscaldati, «perché per noi è importante saperlo per tempo». Nel caso di Lettomanoppello, ad esempio, non è escluso che le telefonate alla ricerca di qualcuno disposto a pagare siano state effettuate anche altrove, e su questo stanno lavorando i carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal colonnello Massimiliano Di Pietro, che stanno indagando sull’episodio delle scorse settimane. Nel tempo, fa notare Riscaldati, il personale del Nucleo investigativo ha sviluppato una «particolare competenza» in questo settore, come dimostrano gli arresti dei mesi scorsi: ad esempio quelli eseguiti a marzo, quando sono stati individuati a Napoli i due autori della truffa ai danni di una 76enne pescarese che ha consegnato 2950 euro e dei monili in oro pensando di ricevere dallo spedizioniere delle apparecchiature elettroniche per il nipote, ma nella scotola c’era solo del riso. Altri due napoletani sono stati arrestati dai carabinieri l’anno scorso dopo essersi fatti consegnare 1.700 euro (poi recuperati) da un’anziana di Serramonacesca per un pacco di valore che in realtà conteneva solo un’agenda. Di recente, poi, i carabinieri di Popoli hanno denunciato tre truffatori (un pescarese, un brindisino e una domenicana) che acquistavano olio o generi alimentari in Val Pescara pagando con degli assegni falsi o senza versare un euro, dopo aver conquistato la fiducia delle vittime.
Dal 2017 gli arresti eseguiti dai carabinieri nei confronti dei truffatori sono stati 30, in provincia di Pescara, e quest’anno i casi denunciati sono stati una decina, «con episodi diradati nel tempo e nello spazio». In più è stato realizzato un lavoro preventivo, per evitare agli impostori di abbindolare gli anziani.
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