Ape sociale in soffitta, resta l’Ape volontario fino al 2019

20 Settembre 2018

Le manovre del governo in campo previdenziale sono destinate a mandare in soffitta l'Ape sociale dal 1° gennaio 2019 sostituendolo tramite un irrobustimento delle forme di solidarietà gestite dai...

Le manovre del governo in campo previdenziale sono destinate a mandare in soffitta l'Ape sociale dal 1° gennaio 2019 sostituendolo tramite un irrobustimento delle forme di solidarietà gestite dai fondi esuberi e dai fondi interprofessionali. L’obiettivo è quello di scaricare i costi dell'Ape sociale sulle aziende e sulle varie categorie professionali lasciando alle parti sociali e datoriali l'individuazione più puntuale dei possibili beneficiari.
L'ape volontario, al contrario, non dovrebbe per ora subire modifiche restando confermato sino al 31 dicembre 2019. In questo caso l’aumento dell’età della pensione riguarderà anche chi chiederà l’uscita con l’Ape volontario, lo strumento con il quale è possibile richiedere un anticipo pensionistico previo mutuo da scontare sugli assegni previdenziali.
Il prestito potrà essere richiesto da chi avrà un assegno netto di almeno 1,4 volte il minimo (700 euro), per minimo 6 mesi, e dovrà essere restituito in 20 anni. Va stipulata un'assicurazione in caso di premorienza. L'anticipo sarà erogato dalle banche con accordi-quadro.
Per accedere all’Ape Volontario non devono mancare più di 3 anni e 7 mesi all’età della pensione di vecchiaia. In questo caso l’età anagrafica è incrementata di 3 mesi sulla base dell’aumento della speranza di vita: dunque non sarà possibile utilizzare questo strumento prima del compimento dei 63 anni e 3 mesi.