Argini distrutti e cumuli di rifiuti così il fiume continua a morire

Montesilvano, gli attivisti del gruppo L’AltraCittà vanno sul Saline per mostrare degrado e abbandono La denuncia: «Un anno dopo l’alluvione non è cambiato niente, servono lavori per evitare rischi»
MONTESILVANO. «Un anno dopo l’alluvione di novembre e dicembre 2013 poco o nulla e cambiato sul fiume Saline: la solita distesa di rifiuti, abbandono, incuria, una terra di nessuno dove accade di tutto tranne la bonifica». È l’allarme lanciato dagli attivisti del gruppo L’AltraCittà Montesilvano che, ieri mattina, hanno effettuato una «passeggiata di consapevolezza» sulle sponde del corso d’acqua. Tra argini distrutti, rifiuti abbandonato e una ex discarica da 300 mila metri cubi di rifiuti scaricati sulla nuda terra, senza lo straccio di un’impermeabilizzazione a picco sul Saline.
«È arrivato il tempo delle azioni concrete» affermano gli attivisti, «anche perché per troppo tempo le risorse disponibili sono state spese male o non spese per mancanza totale di progettualità». Poi, un appello alla giunta Maragno: «L’amministrazione comunale faccia da capofila per tutti i comuni del Sito di interesse regionale (Sir) e si convochi al più presto la conferenza dei servizi». Ma L’AltraCittà dice no a nuove deleghe: «Per la bonifica del fiume non servono nuove deleghe o strapuntini, ma un cronoprogramma di interventi urgenti».
Gli attivisti, nel lanciare l'allarme, si concentrano in particolare sull’argine «scalzato per 25 metri tra il Palacongressi e il centro di intrattenimento Porto Allegro: «L’argine fa paura», dicono, «rimasto così come lo avevamo trovato dopo l’alluvione del 2013. Abbiamo sempre detto che gli argini sono una falsa sicurezza, ma un argine così eroso quale tenuta può avere? Cosa potrebbe accadere con un evento atmosferico delle stesse proporzioni dello scorso anno? La cittadinanza è correttamente informata dei rischi e dei pericoli?».
Poi, si passa allo scarico del depuratore consortile gestito dall’Aca: «C’è un fiume nero e maleodorante che confluisce nel Saline tanto da cambiarne il colore e che desta particolare preoccupazione. L’odore insopportabile e ciò che abbiamo visto con i nostri occhi potrebbe far supporre il malfunzionamento del depuratore e non sarebbe la prima volta», dicono, «nel 2007 su 22 controlli 18 volte lo scarico è risultato non regolare».
Gli attivisti parlano della realizzazione dei tre ponti sul fiume, lavori per 15 milioni di euro, in «zone che la stessa Regione ha classificato a rischio idraulico». Poi, «rifiuti più o meno pericolosi» nei pressi della ex discarica di Villa Carmine: «Un cumulo di filtri dell’olio che avevamo fotografato a giugno sono stati incendiati. Gli sversamenti di rifiuti continuano eppure abbiamo un sistema di videosorveglianza costato oltre 350 mila euro voluto dall’amministrazione Di Mattia e benedetto da Maragno, peccato che le telecamere non puntino verso la stradina di accesso alla discarica, noi ci accontenteremmo di più economiche foto-trappole».
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