Arriva il bonus da mille euro per tremila famiglie povere

30 Aprile 2020

I primi  3 milioni vanno ai nuclei familiari con disabili o almeno tre figli a carico Le altre fasce restano in attesa, ma servono fondi extra per soddisfare tutti  

PESCARA. Tremila famiglie abruzzesi stanno per ricevere il bonus di sostegno erogato dalla Regione. Il massimo del contributo, pari a mille euro, verrà accreditato presto ai nuclei familiari in cui sono presenti persone disabili o non autosufficienti e ai nuclei familiari con almeno tre figli o altre persone a carico. Gli altri che hanno fatto domanda, invece, dovranno aspettare ancora. Ad annunciarlo è il presidente Marco Marsilio che fa il punto della situazione spiegando i criteri di assegnazione del bonus a seconda delle fasce di priorità e i tempi di erogazione.
ECCO LA SITUAZIONE. Alla scadenza del bando, sono state oltre 19mila le domande pervenute. Il fondo previsto ammonta complessivamente a cinque milioni di euro. La giunta regionale ha deciso di assegnare i primi tre milioni alle prime due fasce di priorità (sono circa tremila famiglie): mille euro per ogni nucleo familiare con persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza e per ogni nucleo familiari con almeno tre figli o altre persone a carico. Questi soldi verranno accreditati nelle prossime ore sui conti correnti dei beneficiari.
Le altre famiglie che hanno presentato la domanda entro i termini scaduti il 23 aprile, invece, dovranno aspettare ancora. Con gli altri due milioni restanti, infatti, si provvederà a finanziare anche la terza fascia di priorità, ovvero le famiglie con due figli a carico, fino ad esaurimento del fondo assegnato.
E a seguire tutte le altre fasce di priorità in attesa: i nuclei familiari con un figlio o altre persone a carico, nuclei familiari composti da due persone senza figli o altre persone a carico e nuclei familiari composti da una sola persona.
FONDI EXTRA. All’emanazione del bando, il 17 aprile scorso, la Regione contava di finanziare tra le 5 le 7mila famiglie con un fondo da 5 milioni di euro, erogando un bonus da mille euro per le famiglie più in difficoltà e un contributo da 600 euro per le altre fasce di priorità.
Alla luce delle 19mila domande ricevute, però, è evidente che servirà incrementare il budget per soddisfare tutti. Durante i lavori della giunta, il presidente Marsilio e gli altri assessori hanno convenuto sulla necessità di chiedere al consiglio regionale di provvedere, con apposita legge, al rifinanziamento del bonus famiglia, al fine di riuscire ad evadere tutte le richieste di contributo pervenute alla Regione. «L’alto numero di domande pervenute, purtroppo, non rappresenta un segnale positivo in quanto mette in evidenza le nuove forme di povertà che l’emergenza sanitaria ha creato», spiega il governatore Marsilio. «Abbiamo dato la priorità alle situazioni familiari più disagiate ma l’obiettivo è quello di riuscire ad ampliare al massimo la platea di beneficiari del bonus famiglia. L’avvio dell’erogazione dei fondi è la risposta più diretta e concreta ai bisogni delle famiglie abruzzesi».
I REQUISITI. Il contributo viene riconosciuto ai nuclei familiari i cui componenti siano in possesso dei seguenti requisiti: essere cittadini italiani o di uno Stato dell’Ue; i richiedenti devono risiedere in Abruzzo al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell'erogazione del contributo in modo continuativo.
Il valore complessivo, alla data di pubblicazione delle legge regionale, ovvero il 7 aprile scorso, dei depositi presenti sulla totalità dei conti correnti bancari e postali intestati ai componenti del nucleo familiare e degli strumenti finanziari posseduti, non può essere superiore a 2mila euro, incrementato di mille per ogni componente il nucleo familiare successivo al secondo, fino a un massimo di 5mila euro.
I beneficiari non possono essere titolari, a pena di esclusione, della nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego e dell'indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata, né del reddito di cittadinanza. Non possono essere titolari di reddito da lavoro subordinato pubblico o privato, eccezion fatta per la pensione, né di altre forme di sostegno economico o al reddito erogate da enti pubblici.
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