Asili nido, 180 bimbi fuori I genitori chiedono aiuti

A due settimane dalla riapertura, le famiglie sono in attesa di una soluzione I consiglieri del Pd: servirebbero 190mila euro per le convenzioni con i privati
PESCARA. Sono 180 i bambini che rischiano di rimanere tagliati fuori dagli asili nido cittadini a causa della carenza dei posti disponibili.
Questo è quanto emerso dalla graduatoria che ha fatto scattare il campanello d’allarme di tutte le famiglie coinvolte e che adesso, a poco più di dieci giorni dall’apertura, non sanno ancora se potranno portare i piccoli nei nidi o meno. Proprio per questo, ieri mattina, gli esponenti del Partito democratico Piero Giampietro, Marinella Sclocco, Marco Presutti e il consigliere regionale Antonio Blasioli, hanno avuto una riunione con i rappresentati dei genitori per affrontare il problema.
«Negli anni precedenti, grazie a un fondo ministeriale, tutti i bimbi esclusi dalla graduatoria comunale potevano accedere ai nidi privati usufruendo di una convenzione che consentiva alle famiglie di pagare la stessa retta rispetto a quella pubblica, con l’eccedenza che veniva coperta proprio da questo fondo», spiega Giampietro.
«Una differenza sostanziale, in quanto mentre la retta comunale, calcolata su base Isee, si aggira sui 100 euro mensili, quella privata può arrivare anche a 700 euro al mese. Va da sé che per le famiglie un divario del genere conta. E non poco». E allora il consigliere incalza: «Il Comune sapeva da tempo che questi fondi non ci sarebbero stati per il prossimo anno scolastico, tanto che ha liberato i posti opzionati nei nidi privati. A luglio abbiamo proposto un emendamento per provare a reperire una somma di circa 70mila euro, tagliando da altre voci, ma è stato bocciato. Da quello che ci risulta, per consentire a tutte le famiglie di accedere al servizio servirebbero 190mila euro, cifra non impossibile da trovare». Poi va avanti: «A fine luglio l'assessore Mariarita Sacconi Paone aveva incontrato i genitori, assicurando la ricerca di una soluzione. Nonostante questo, a oggi, di tale soluzione non si vede l’ombra. Il primo settembre i nidi riapriranno e molte famiglie non sanno se potranno mandare i loro figli a scuola oppure no. Tra l’altro, anche i posti nelle strutture private sono ormai esauriti visto che, chi può permettersi di pagare una retta così importante, in mancanza di alternativa ha deciso di iscrivere il bimbo». Infine chiede chiarezza: «Ho convocato una riunione con l’assessore Sacconi Paone per lunedì prossimo: non c’è più tempo da perdere, queste famiglie hanno innanzitutto il diritto di avere una risposta chiara e definitiva. Chi non potrà mandare i figli al nido dovrà organizzarsi in maniera autonoma e questo non lo si può fare nell’arco di uno o due giorni. Siamo già in netto ritardo». Tra le altre cose, come ricorda Giampietro, «dopo la chiusura del nido Cipì, i posti si sono ulteriormente ridotti, aggiungendo un problema a una situazione già abbastanza critica».
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