«Asl, troppi incarichi ai soliti legali» Parte l’esposto all’Anticorruzione

6 Febbraio 2022

Pettinari (M5S) mette in dubbio le procedure seguite dall’azienda per la scelta degli avvocati dal 2018 «Ignorati ben 339 professionisti». Il manager Ciamponi replica: «Abbiamo rispettato il regolamento»

PESCARA. Il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, vuole vederci chiaro sugli incarichi legali affidati dalla Asl ad avvocati esterni perché «dal 2018 a settembre 2021 la maggior parte delle pratiche è stata affidata a un numero ristretto di professionisti». Per questo il rappresentante del Movimento cinque stelle ha presentato un esposto all’Autorità nazionale anticorruzione, come ha annunciato ieri lui stesso. Pettinari ritiene che la «pratica» seguita dalla Asl possa «configurarsi quale rapporto consolidato e duraturo con una parte degli avvocati, a dispetto di quanto prevedono le linee guida vigenti».
Pettinari, che ad agosto 2021 ha chiesto e ottenuto alla Asl di «conoscere l’elenco degli affidamenti di incarichi dei servizi legali ai professionisti esterni» dal 2018 al 2021, ha ricostruito tutto, partendo dal presupposto che l’Azienda attinge da un Albo aziendale interno degli avvocati. Dallo studio delle carte è emerso che la Asl «ha affidato 338 pratiche legali ad avvocati esterni selezionati nell’elenco interno costituito nel 2009, integrato successivamente e in seguito ricostituito nel 2020 e aggiornato nel 2021. Di queste pratiche ben 140, cioè quasi la metà, sono state affidate a tre avvocati. Altre 107, sono state suddivise tra 8 avvocati, mentre le restanti 92 pratiche sono state affidate a 33 avvocati, diversi dai precedenti, con una prevalenza di assegnazione di una pratica ciascuno». Il vice presidente del consiglio fa notare che «ben 501 avvocati iscritti nell’Albo interno del 2016 e 339 avvocati iscritti nell’Albo interno del 2020 non hanno ricevuto alcun incarico».
A Pettinari sono sorti dei «dubbi sulla correttezza delle assegnazioni», come ha spiegato lui stesso ricordando che va garantita «l’equa ripartizione degli incarichi», attingendo dagli elenchi di professionisti costituiti dall’amministrazione, e che «gli affidamenti dei servizi legali devono riferirsi ai principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità». E quindi si è rivolto all’Autorità anticorruzione.
Immediata la replica della Asl, attraverso il direttore generale Vincenzo Ciamponi, che ha chiarito come vengono scelti gli avvocati, sulla base di un Regolamento per la gestione del contenzioso (deliberazione 267/2019). La Asl ha dato vita, attraverso un avviso pubblico, a un Albo interno di avvocati per l’affidamento di incarichi professionali e questo elenco (approvato il 10 novembre 2020), conta 328 professionisti (l’Albo è articolato in sezioni e sottosezioni). È l’Unità operativa complessa Affari generali e legali, di concerto con il direttore generale, ad attingere di volta in volta all’Albo, in base alla materia e al valore del giudizio. Per la scelta del professionista da incaricare, vengono interpellati (all’interno di ciascuna sezione/sottosezione) almeno tre avvocati ai quali viene richiesto un preventivo di massima. E la preferenza ricade «sull’avvocato che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa», spiega la Asl. L’amministrazione può però derogare a questo criterio generale e «interpellare per un preventivo e procedere a un affidamento diretto a un singolo e specificato professionista». Può farlo in due casi: se il professionista ha già difeso l’azienda in precedenti gradi di giudizio o in controversie che hanno la stessa materia, seguendo quindi «il principio di continuità»; nei giudizi che hanno «importanza strategica o peculiare materia», per cui il professionista viene individuato dal direttore generale e comunicato agli Affari legali. Per «esigenze eccezionali», poi, è consentito non ricorrere a un dei legali dell’Albo e derogare al Regolamento «conferendo l’incarico ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria». (f.bu.)
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