Asl unica e assunzioni Ecco la sanità del futuro

È partita ieri all’Aquila la conferenza programmatica del partito democratico Stasera tocca a Pescara, e a settembre Chieti e Teramo. Le cose fatte e da fare
L’AQUILA. Il centrosinistra torna a rilanciare l’idea della Asl unica regionale. La proposta è uno dei punti fondanti del documento condiviso che la coalizione ha elaborato a partire dalla conferenza programmatica sul futuro della sanità abruzzese, denominata #Abruzzo2030. Una relazione che ora, con l’avvicinarsi delle elezioni regionali, il Partito democratico e le altre forze dell’alleanza vogliono far conoscere non solo agli addetti ai lavori ma anche ai cittadini. A tal fine, è partito ieri dall’Aquila un ciclo di incontri - che questa sera toccherà Pescara (appuntamento alla sala Tosti dell’ex Aurum alle 17.30) e, a settembre, anche Chieti e Teramo - per parlare delle cose fatte e di quelle ancora da fare. All’incontro di ieri, a palazzo Silone, erano presenti l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci; il responsabile regionale sanità del Pd, Massimo Cialente; e il segretario regionale del partito Marco Rapino.
ASL UNICA. Tra le soluzioni a lungo termine suggerite nel documento c’è, appunto, la creazione dell’azienda sanitaria unica regionale, che dovrebbe accorpare le quattro attualmente esistenti. Una razionalizzazione che consentirebbe risparmi di spesa significativi e un più facile accesso, mediante la digitalizzazione, a tutta una serie di servizi che oggi richiedono la presenza fisica degli utenti nei vari uffici.
MEDICINA TERRITORIALE. L’80% delle prestazioni sanitarie attualmente erogate dalle asl abruzzesi sono richieste da pazienti over 65 e malati cronici (in totale circa 400mila persone). Sono persone che non hanno bisogno di essere ospedalizzate ma di accedere facilmente a cure di prossimità. L’assistenza dei soggetti fragili e non autosufficienti e dei pazienti cronici sarà una delle sfide del futuro. «In questi anni» afferma Paolucci «abbiamo potenziato sia l’assistenza domiciliare, sia le residenzialità. Il problema è che l’età media cresce più rapidamente delle riforme che riusciamo a mettere in campo. C’è ancora molto da fare, anche se recentemente abbiamo compiuto un passaggio molto importante, l’approvazione della legge sull’accreditamento delle cure domiciliari, che completeremo ad agosto con le linee guida».
LISTE DI ATTESA E ASSUNZIONI. Nell’immediato la priorità è trovare una soluzione ai tanti disservizi che i cittadini vivono quotidianamente, a cominciare dalle bibliche liste di attesa per le visite programmate. «Nel breve e medio termine» spiega Cialente «una risposta può venire dal potenziamento del recall telefonico, dal far lavorare di più i macchinari e dall’acquisto di prestazioni dall’intramoenia e dai privati». La Regione ha stanziato 8 milioni di euro per fare nuove assunzioni, entro dicembre i direttori generali dovranno bandire i concorsi. Aumentando la pianta organica si punterà a fermare l’emorragia di coloro che oggi scelgono di andare a curarsi fuori regione. L’Abruzzo ha un saldo tra mobilità attiva e passiva negativo, pari a 69 milioni di euro.

