Assalta il bar e picchia i poliziotti Va ai domiciliari il ladro seriale

Il 21enne marocchino spacca un’altra vetrina in via dei Bastioni e ruba 15 euro dalla cassa, poi fugge Rintracciato in via Tavo, si oppone alla pattuglia. Il proprietario del locale: la zona muore, ci serve aiuto
PESCARA. È come un film già visto. Nafi Hassan, 21 anni, nato in Marocco e in Italia senza fissa dimora, è tornato a Pescara a commettere furti, esattamente come ha fatto ripetutamente nei mesi scorsi. Nonostante il foglio di via, nonostante l’obbligo di dimora a Ortona e anche l’espulsione, continua a vagare in città. Lo dimostra la spaccata di martedì sera al bar Zero di via dei Bastioni - che arriva dopo due spaccate in viale Marconi, lunedì all’alba. Al bar Zeroha rotto la saracinesca, infranto il vetro della porta e prelevato 15 euro in monete dalla cassa. La segnalazione al 113 è arrivata immediatamente, attorno alle 23, e il giovane marocchino è stato bloccato e arrestato dalla polizia. Ma non è stato semplice.
All’arrivo in via dei Bastioni degli agenti della squadra volante, diretta da Paolo Robustelli, una persona ha indicato la via di fuga del ladro che è stato individuato subito dopo lungo la Tiburtina ma è riuscito a nascondersi tra i capannoni. Sapevano dove era diretto: al “ferro di cavallo” di via Tavo, l’edificio popolare finito anche sulle tv nazionali per essere una fiorente piazza di spaccio, notoriamente luogo di rifugio del 21enne. I poliziotti lo hanno atteso lì, dove è arrivato nel giro di quale minuto, e lo hanno rincorso lungo le scale. Ha provato in tutti modi a opporsi, a fare resistenza con calci e pugni, ma è stato fermato e poi arrestato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale: in tasca aveva i 15 euro rubati al bar. Dopo la convalida, il giovane, difeso dall’avvocato Tullio Zampacorta, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a Ortona.
Intanto in via dei Bastioni il malcontento si è fatto palpabile. Dal bar Zero, il titolare, Gianni, parla della trasformazione di questa zona della città, una trasformazione tutta in negativo che andrebbe fermata per puntare alla ripresa. «Veniamo da tre anni di sacrifici», dice, «e qui attorno ci sono attività che chiudono, anche dentro al mercato, che sta morendo. Eppure non si fa niente. La zona è deserta» e arrivando al bar martedì sera, dopo aver ricevuto la segnalazione del furto, «sono rimasto impressionato perché non c’era nessuno, era tutto buio. È una zona abbandonata, forse anche per effetto del Covid, e l’amministrazione comunale non fa niente», dice polemicamente. «Non chiedo più controlli perché mi rendo conto che le pattuglie sono poche e la città è grande ma il Comune ci dovrebbe ascoltare un po’. Le associazioni di categoria? Non ci credo, ma forse anche noi dovremmo attivarci».

