Assalto al bar in piazza Salotto Il titolare: qua è terra di nessuno

10 Ottobre 2019

Il ladro, con il casco indosso, ha infranto la vetrina del Mood Cafè e rubato il denaro. Poi la fuga a piedi È il terzo raid in 11 mesi. Il commerciante: «Siamo alla mercé dei balordi. Serve un presidio costante»

PESCARA. Come un film già visto altre volte. Al Mood Cafè di piazza della Rinascita i ladri sono tornati per la terza volta, dopo il colpo di novembre 2018 e quello di maggio di quest’anno. È successo ieri mattina, attorno alle 6. Un giovane ha infranto la porta, è entrato e rubato il fondo cassa. Poi si è allontanato in direzione della piazza, lasciando dietro di sé una distesa di vetri. Aveva il volto parzialmente coperto dal casco come mostrano le immagini delle telecamere, ora all’esame delle forze dell’ordine che dovranno cercare di risalire all’autore della spaccata.
È quasi senza parole Alioscia Serafini, il titolare, che ieri mattina è stato svegliato subito dopo il fatto, visto che il sistema di allarme del Mood Cafè è collegato sia alle forze dell’ordine sia al suo cellulare.
«È sconvolgente», dice proprio Serafini facendo notare la frequenza dei furti, tutti con la stessa tecnica. «Siamo alla mercé dei balordi», prosegue facendo notare che questa porzione del centro «è terra di nessuno ed è scandaloso che non ci sia un presidio» in quest’area, che poi è la stessa dello “struscio” e dello shopping, delle manifestazioni promosse dalle amministrazioni pubbliche di ieri e di oggi. «Io credo che il questore e il sindaco minimizzino la questione sicurezza, ma dal mio punto di vista è un errore perché la percezione che abbiamo è di estrema pericolosità». E questa sensazione è la conseguenza di «una concentrazione di fatti gravi, avvenuti in un anno». Dopo l’annuncio del Comune della imminente attivazione di nuove telecamere (ne entreranno in funzione 350, entro il prossimo anno), Serafini fa notare che «questi impianti non sono sufficienti, da soli. Possono essere un deterrente, certo. Ma serve la presenza fisica di qualcuno» che deve esserci, tenere d’occhio questa zona.
Serafini è uno degli imprenditori che si è attivato per rendere il suo locale più sicuro, avendo installato telecamere e sistema di allarme. E si è anche affidato alla vigilanza privata. Ma la visita di ieri mattina dimostra che tutto ciò non basta a tenere lontani i malintenzionati. «Non so che cosa dovrei fare di più: forse dormire qui dentro?», chiede e si chiede mentre fa «la conta impietosa dei danni» provocati al locale.
È un’assurdità, per Serafini, che sia accaduto tutto alle 6, quando la città comincia a svegliarsi. «Questo avviene perché il centro non è presidiato, e si sa che è così. Insomma questa zona appare facile da aggredire, ai ladri. E da qui si fugge rapidamente», come dimostra il rapido allontanamento di ieri mattina.
Dopo l’ultimo furto in questo bar, a maggio, la polizia ha fermato tre giovani foggiani, che in una sola notte avevano rubato in varie attività, tra cui quella di Serafini. Erano vicini alla stazione, pronti a prendere il treno e a tornare a casa.