Assalto alla riviera a pagamento Gli abbonati restano senza posti

Tutto esaurito sul lungomare nord, la rabbia degli automobilisti beffati: «Abbiamo pagato 50 euro ma non ci sono spazi riservati». Mascia replica: «Per adesso non è possibile, forse l’anno prossimo»
PESCARA. Strisce blu a pagamento, bianche a posteggio libero e gialle per i residenti. Tutti i posti auto occupati, sui due lati della riviera, sin dalle prime ore del mattino. Ieri, giornata di sole di festa con le cerimonie del 2 giugno, cittadini, bagnanti e turisti hanno preso d’assalto i parcheggi del lungomare per trascorrere una giornata in spiaggia. La sosta a pagamento, fino a 5 euro, dalle 8 alle 19, lungo il tratto dalla Nave di Cascella fino al confine di Montesilvano, esperimento voluto dall’amministrazione comunale che proseguirà fino al 15 settembre, ha fatto indignare più di una persona, ma alla fine in molti hanno pagato pur di assicurarsi la prima tintarella. Qualcuno ha dovuto fare i conti con il parcometro rotto, all’altezza di via Solferino, ma tutti dovranno rinunciare al pagamento con la carta di credito: le colonnine accettano solo monete. C’è chi, però, pur avendo in tasca l’abbonamento, ha dovuto girare e rigirare in macchina prima di riuscire a infilarsi in un posteggio a strisce blu sul lungomare nord. Marco e Ileana Lepore, finanziere in pensione lui, ex impiegata lei, sono stravolti: «Abbiamo pagato un abbonamento di 50 euro per posteggiare un’auto ibrida», dicono mostrando il tagliando che poi hanno esposto sul cruscotto della vettura, «ma siamo stati costretti a fare tre volte tre volte il giro sulla Nazionale Adriatica prima di riuscire a trovare un posteggio di fortuna sul lungomare, vicino al nostro stabilimento. Al quarto giro saremmo andati a casa: è una situazione insostenibile. Non si capisce perché noi pescaresi dobbiamo pagare, mentre a Montesilvano la riviera è libera. Chi ha un abbonamento dovrebbe godere di un’area riservata oppure una postazione ogni tot posteggi e, inoltre, sarebbe auspicabile un abbonamento unico dal momento che chi parcheggia sulla riviera non può farlo in altre zone della città». «Non è possibile», risponde l’assessore alla Mobilità Luigi Albore Mascia, «perché gli abbonamenti sono diversificati per aree di sosta e lungomare. Non esistono, al momento, stalli riservati a chi ha l’abbonamento, neppure i residenti hanno il posto assegnato sulle strisce gialle. Vedremo come procede la sperimentazione, semmai si potrà pensare ad un simile provvedimento il prossimo anno. Però vorrei sottolineare, o ricordare, che le tariffe sono agevolate per i cittadini pescaresi, le auto ibride pagano la metà e quelle elettriche non pagano il posteggio, da nessuna parte. Il nostro obiettivo», conclude Mascia, «è promuovere la mobilità green spingendo l’utenza verso l’uso di scooter, bici e monopattini». Scelta già fatta da Alessio e Giulia, una coppia di Santa Teresa che con la piccola Margherita di 2 anni e mezzo, sono arrivati a Pescara, hanno lasciato l’auto e preso le bici custodite nei loro uffici di via Raffaello: «Lo facciamo sempre perché i parcheggi sono troppo cari, purtroppo sul mare non sempre troviamo le rastrelliere». Per questa ragione, le sorelle Lorena e Lusiana Dedgjona, albanesi residenti a Pescara, hanno deciso di lasciare le due ruote agganciata ad una palma: «Solo qui c’è l’usanza di mettere la bici negli stalli; a Bologna, città universitaria, ognuno posteggia dove vuole».
Si ritiene «fortunato» Moreno D’Olimpio, di Cappelle sul Tavo, che cura l’assistenza tecnica delle attrezzature da bar: «Il posteggio costa caro, ma è la prima volta in tanti anni che lo trovo», dice dopo aver parcheggiato su un’area di carico e scarico. Mentre un ausiliario della sosta controlla la regolarità dei parcheggi attraverso l’applicazione sul telefonino.

