Assegno unico: nel 2023 gli importi aumentati alle famiglie numerose

20 Novembre 2022

Il sostegno introdotto a marzo scorso subirà delle modifiche Annunciati incrementi degli assegni già dal mese di gennaio

PESCARA. Dal 2023 nuove regole anche per l’Assegno unico familiare. L’obiettivo del nuovo ministro della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella, è quello di aumentarne gli importi e premiare le famiglie più numerose.
LA STORIA RECENTE
Introdotto a marzo 2022, l’Assegno unico ha integrato altri benefici come il bonus nascita, l’assegno di natalità, l’assegno temporaneo e quello destinato ai nuclei con almeno tre figli.
Si tratta di un sostegno economico assegnato alle famiglie per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni oppure senza alcun limite di età per figli disabili. L’importo varia in base alla situazione di reddito del nucleo al momento della richiesta.
L'assegno è mensile a può arrivare fino a 175 euro, riconosciuti a chi ha un Isee fino a 15mila euro, mentre per i redditi più alti scende progressivamente fino a un minimo di 50 euro (25 per i figli maggiorenni) in caso di Isee oltre 40mila euro.
DOVE NON VA
Secondo il nuovo governo però a non funzionare correttamente è proprio il meccanismo dell’Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente) che penalizza le famiglie numerose.
La riforma, inserita nella legge di Bilancio da approvare entro la fine di dicembre, prevede quindi di alzare gli importi eliminando il parametro dell’Isee che sarà sostituito dal Quoziente familiare, basato sul rapporto tra il reddito e il numero dei componenti del nucleo.
PIÙ SOLDI
A questa prima modifica sarà aggiunto anche l’aumento dell’importo dell’assegnato erogato sulla base del tasso di inflazione. Ed essendo il carovita lievitato al 12,6 per cento, è previsto un adeguamento non inferiore al 9 per cento a partire già da gennaio 2023, che si traduce in una crescita dell’Assegno unico da 175 euro a 196 euro per le famiglie con Isee fino a 15mila euro oppure da 50 a 55 euro mensili per chi ha un Isee superiore a 40mila euro.
DALLE PROMESSE...
A dir la verità, Giorgia Meloni, durante la campagna elettorale di settembre, annunciava agli elettori che la cifra media dell’assegno sarebbe cresciuta del 50 per cento per tutti i livelli di Isee. Ma adesso che le promesse elettorali debbono fare i conti con la realtà e con gli effetti della crisi che hanno ridotto le possibilità di interventi economici sostanziali, il nuovo governo si è reso conto che anche solo passare da 175 a 263 euro come somma massima per chi ha un reddito fino a 15 mila euro, costerà 6 miliardi in più alle casse dello Stato.
Questa via così è già stata abbandonata nonostante un tesoretto di 2 miliardi di euro accumulata da marzo fino ad oggi per via del fatto che ad usufruire dell’assegno sono meno di 10 milioni di figli anziché gli 11 milioni previsti e che circa 2 milioni di famiglie che ne beneficiano hanno deciso di non presentare l'Isee accontentandosi del minimo tabellare di 50 euro al mese.
I BEFFATI
C’è inoltre la necessità di risolvere la beffa subìta da una particolare fascia di cittadini: i figli di vedovi ai quali la norma attuale non la maggiorazione concessa a due genitori lavoratori: un lutto che diventa anche ingiustizia sociale. L’altra novità prevista dal prossimo anno è che non servirà presentare una nuova domanda perché verrà rinnovata in modo automatico quella già esistente per chi presenta l’indicatore Isee. In altre parole l’Inps erogherà l’Assegno unico direttamente sull’Iban indicato quest’anno dalle famiglie, fermo restando che non vi siano state variazioni relative ai figli a carico.
E I DISTRATTI
Infine tutti coloro che non presenteranno l’Isee dovranno compilare una nuova la domanda dell’Assegno unico, allegando un’autodichiarazione sulla situazione del reddito, per conseguire il diritto a percepire il sostegno economico secondo il minimo di legge di 50 euro. (u.c.)