Assegno unico per chi ha i figli I sindacati: «Poche domande»

19 Aprile 2022

L’aiuto economico in vigore da marzo: i ritardatari possono avere gli arretrati entro il 30 giugno Cianci (Cgil): forse le persone sono spaventate dalle procedure legate alla presentazione dell’Isee 

PESCARA. Presentare le domande per l’assegno unico il prima possibile, per non rischiare di perdere gli arretrati. È unanime l'appello che arriva dai sindacati, rivolto ai genitori di Pescara e provincia, affinché non perdano l’opportunità di ricevere mensilmente un contributo economico per i propri figli. Dal primo marzo è entrato in vigore l’assegno unico universale, la misura economica a sostegno delle famiglie con figli a carico, istituita con la legge delega 46/2021.
In realtà, la possibilità di fare domanda è aperta dal primo gennaio, la misura è annuale e riguarda le mensilità comprese nel periodo tra il mese di marzo dell’anno in cui è presentata la richiesta, e il mese di febbraio dell’anno successivo. Le istanze che verranno presentate entro il 30 giugno prossimo consentono di ottenere anche le mensilità arretrate, per le richieste successive, invece, l'erogazione scatterà dal mese dopo.
L’assegno unico, destinato a tutte le famiglie e che vale dal settimo mese di gravidanza, fino al 21° anno di ciascun figlio fiscalmente a carico, va a sostituire gli assegni familiari, le detrazioni sui figli a carico e altri bonus come il premio alla nascita, i bonus bebè e ancora il fondo prestiti ai neo genitori.
La domanda va presentata sul portale dell’Inps, oppure attraverso i patronati e i Caf, e per ottenere una cifra, commisurata alla situazione economica di ciascun nucleo familiare, è opportuno presentare l’Isee. Da settimane i Caf e i patronati dei sindacati sono alle prese con l’assistenza ai pescaresi, anche se i numeri di chi ha già compilato la domanda sono ancora bassi.
«Nella provincia di Pescara», commenta Dina Cianci, direttrice del patronato della Cgil Pescara, «sono circa 2.453 le domande di assegno unico presentate attraverso la nostra struttura. Di queste, circa 745 riguardano solo Pescara città. L’Inps sta già lavorando su alcune pratiche presentate e le sta accogliendo. Rispetto alla platea che solitamente frequenta le nostre sedi, però, non riteniamo questo dato rilevante e soddisfacente. La sensazione è che i lavoratori non abbiano ancora ben percepito le opportunità che possono arrivare dall’assegno unico, una misura che ha superato alcuni ostacoli dell’assegno familiare». L’assegno unico spetta a tutti: disoccupati, lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti, purché con figli fino ai 21 anni di età o disabili senza limitazioni.
«Probabilmente», analizza Cianci «le persone sono spaventate dalle procedure legate alla presentazione dell’Isee. È bene ricordare che mentre per gli assegni familiari, dimenticare la domanda comportava il differimento del pagamento, l’assegno unico presentato entro il 28 febbraio decorre da marzo, ma per non perdere gli arretrati bisogna fare domanda entro il 30 giugno».
L’assegno ha un importo minimo di 50 euro, che viene erogato di default per ciascun figlio, in caso di mancata presentazione dell’Isee o per redditi sopra i 40 mila euro. Per chi invece presenta tutta la documentazione economica, può arrivare fino a 175 euro a figlio, con ulteriori maggiorazioni per più figli o in caso di figli con disabilità. Sono al momento 1.700 le richieste presentate per la provincia, attraverso la Cisl. Di queste 700 circa sono riguardanti i residenti di Pescara città.
«Le domande presentate nelle scorse settimane sono già in pagamento», afferma Franco Pescara, segretario della Cisl territoriale, «però sono ancora troppo poche. Sollecito di recarsi al più presto nei patronati, per non rischiare di perdere gli arretrati». «Dovrebbe esserci una comunicazione più chiara», afferma Gianna De Amicis, segretario dell'unione territoriale di Pescara dell’Ugl, «perché non tutti sono in grado di entrare nelle pieghe della norma. Sarebbe opportuno divulgare informazioni semplici ed efficaci. Per il momento si sono rivolte ai nostri sportelli oltre mille persone, di cui 700 per la provincia e 300 solo su Pescara». ©RIPRODUZIONE RISERVATA