Aumenta la spesa sociale Meno fondi per la cultura

Al via il confronto con le forze politiche e i sindacati sul bilancio di previsione Presto una società per contrastare l’evasione fiscale. Investimenti per 16 milioni
PESCARA. È un bilancio che prevede un aumento della spesa sociale di oltre 600mila euro e un buon pacchetto di investimenti quello che approderà in consiglio comunale per l’approvazione. Un bilancio, soprattutto, che denotare «solidità e non corre il rischio del disavanzo e dello squilibrio strutturale dei conti», come accadeva nel 2014, all’insediamento della giunta guidata da Marco Alessandrini. Ne parla l’assessore Marco Presutti che ha già avviato il confronto politico e con le parti sociali sul bilancio di previsione 2019/2021 in vista della discussione in consiglio per la sua approvazione, attesa entro il 31 dicembre, in modo da iniziare il 2019 «pienamente operativi».
Se nel 2014 la città era «ferma e sull’orlo dell’abisso economico, oggi si è tornati a programmare, senza debiti e senza dimenticare le fasce più sensibili della popolazione e le aree più provate del territorio», dice l’assessore. Proprio nel 2014 l’amministrazione fu costretta «ad aumentare al massimo l’addizionale Irpef e le aliquote Imu ma da allora la pressione fiscale è rimasta invariata perché il gettito Imu prima casa ora viene garantito ai Comuni dallo Stato (non pagano i cittadini) mentre per l’addizionale Irpef Pescara ha una franchigia di 10mila euro per contribuente, che è tra le più alte d’Italia». Il Comune, poi, ha puntato e punta sulla lotta all’evasione fiscale. C’è una task force che lavora su questo, a Palazzo di città, e cinque persone sono impegnate sul contrasto all’evasione. A breve, poi, sarà istituita «una società che si occuperà della riscossione delle entrate grazie a un apposito software».
A proposito di tasse, quella dei rifiuti «sta tornando agli stessi livelli del 2014, dopo una riduzione iniziale». In questi anni la raccolta differenziata è passata dal 30 al 45 per cento e per febbraio-marzo si conta di arrivare al 50% perché il porta a porta sta raggiungendo nuove zone. La fusione della società Attiva con Ambiente e Linda in un unico soggetto che sarà operativo a metà gennaio, «produrrà delle economie di scala oltre a consentire una serie di investimenti per la costruzione e la gestione di impianti per il trattamento dei rifiuti». Si prevedono una piattaforma ecologica ad Alanno la prossima estate, una a Loreto, una seconda ricicleria di via Prati a primavera e un impianto di compostaggio anaerobico, in cosiddetto biodigestore. Attraverso questa strategia Pescara conta di raggiungere nel prossimo triennio una raccolta differenziata pari al 65/70 per cento, senza ulteriori aumenti della tassa dei rifiuti.
Il dato di maggior rilievo è quello degli investimenti del 2019: l’importo previsto è di 16.625.180 euro, una somma «importante» destinata a strade, verde, lavori pubblici, pur essendo un ente in pre-dissesto (non possono essere contratti mutui proprio per questo motivo). Guardando alle spese l’assessore fa notare che la capacità di spesa è stata influenzata dai risparmi derivati dalla rinegoziazione dei mutui (che è arrivata a quota 5,8 milioni nel 2018). Guardando alla riduzione dell’indebitamento residuo (passato da 151 a 116 milioni) si presume che si arriverà nel 2020 a 108 milioni, cioè l’indebitamento sarà pari al bilancio.
Tra i dati cristallizzati a oggi nel bilancio c’è «la riduzione di 300 mila euro rispetto alle somme spese quest’anno per la cultura». Ma il dato dovrebbe essere rivisto in aula o comunque si potrebbe correggere il tiro durante l’anno, dice il direttore generale Guido Dezio che sottolinea alcuni indicatori sulla solidità del bilancio. Uno su tutti: i crediti correnti da incassare ammontano a 60 milioni, il Fondo crediti di dubbia esigibilità a 40: quindi, se tutti i crediti venissero incassati, i 40 milioni potrebbero essere liberati per la città. «Nel 2019 l’indebitamento sarà pari al 100% delle entrati correnti e nel 2020 potremo liberare risorse 10 milioni, senza aumentare la pressione fiscale». Ma di questo se ne occuperà la prossima amministrazione. Soddisfatto Alessandrini che parla della «capacità di investimento e di programmazione» dell’ente.

