Autorità portuale: le opposizioni vanno all’attacco

L’AQUILA. Le strategie di sviluppo dell’Abruzzo sull’asse Tirreno-Adriatico - inquadrato nel più ampio contesto dei corridoi trasversali europei Ten-T - è stato argomento di discussione anche di un...
L’AQUILA. Le strategie di sviluppo dell’Abruzzo sull’asse Tirreno-Adriatico - inquadrato nel più ampio contesto dei corridoi trasversali europei Ten-T - è stato argomento di discussione anche di un consiglio regionale straordinario che si è tenuto ieri mattina. La richiesta di riunire l’assemblea era arrivata dal centrosinistra e dal Movimento 5 stelle, che si sono presentati con un documento congiunto nel quale, tra le altre cose, veniva chiesto di riportare i porti abruzzesi dall’autorità portuale di Ancona a quella di Civitavecchia. La risoluzione, però, è stata bocciata.
Al suo posto ne è stata approvata, a maggioranza (16 voti favorevoli e 9 contrari), un’altra depositata dal centrodestra (a firma D’Annuntiis, Santangelo, Febbo, Testa e Marcovecchio), priva, però, del riferimento a Civitavecchia. Cosa che ha mandato su tutte le furie le opposizioni. «In campagna elettorale», attacca la capogruppo dei Cinque Stelle Sara Marcozzi, «il centrodestra aveva promesso il passaggio dell’Autorità di sistema portuale a Civitavecchia, ma oggi, alla prova dei fatti, continua a tirarsi indietro. Siamo in una fase di riorganizzazione a livello europeo delle Reti Ten-T, abbiamo la possibilità di mettere al centro della cartina geografica continentale la nostra regione, facendone uno snodo fondamentale per la tratta che parte da Barcellona e arriva a Ploce, passando per i porti di Civitavecchia e Ortona. Passare a Civitavecchia significa affidare la programmazione degli investimenti sui porti a un ente che non sia un nostro competitor, come accade adesso con Ancona che di fatto fagocita tutti i fondi, e collegarsi in maniera diretta con il Lazio, diventando il porto di Roma sull’Adriatico. Si è persa un’altra occasione per dare alla nostra regione la possibilità di avere un futuro da autentico protagonista».
Il passaggio dei porti abruzzesi all’autorità portuale di Civitavecchia, sottolineano gli esponenti del Pd Michele Fina (segretario regionale), Andrea Catena e Daniele Marinelli, responsabili, rispettivamente, di “Infrastrutture e Pnrr” e “Economia”, è fondamentale «per inserire l’Abruzzo in una programmazione dello sviluppo sovraregionale, da cui deriverebbero importanti opportunità economiche e di miglioramento infrastrutturale». «Così l'Abruzzo resta fuori dall’Europa», dice il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. «I colleghi delle opposizioni, ancorati al porto di Civitavecchia», replica il centrodestra, «devono fare mente locale sul fatto che è una questione irrilevante, senza contare che l’intera struttura tecnica del Ministero dei Trasporti ha smontato integralmente la presunta utilità di legarsi all’Autorità di Civitavecchia. Questione irrilevante ma anche dannosa, in quanto il presidio portuale di Civitavecchia è prossimo al fallimento. Alla Commissione europea non interessa nulla di quale sia l’Autorità che “comanda” sui nostri porti». (ro.ciu)

