Avvocato perseguita la sua ex: scatta il braccialetto elettronico

12 Aprile 2024

Il noto professionista aveva tappezzato locali e luoghi pubblici con scritte volgari e insulti alla donna E quando, dopo le incursioni sotto casa, ha iniziato a seguirla, lei ha chiesto aiuto ai carabinieri 

PESCARA. Scatta la misura cautelare, con braccialetto elettronico, per un noto avvocato di Pescara finito sotto inchiesta per stalking. Una relazione sentimentale clandestina, la decisione della donna di mettere fine a quel rapporto, e il professionista pescarese di 61 anni che inizia la sua opera di distruzione morale e psicologica della ex. Aveva tappezzato le vie di Pescara e di Montesilvano con una serie di scritte che riportavano nome e cognome della malcapitata parte offesa e persino, in alcuni casi, anche la fotografia. Foto scattate peraltro nell’intimità di quel rapporto e senza che la donna ne fosse mai venuta a conoscenza, arrivando persino a scrivere quegli insulti con il pennarello nei bagni del tribunale di Pescara, sempre facendo nome e cognome. Il pm Anna Benigni aveva chiesto per il professionista accusato di atti persecutori, gli arresti domiciliari, ma il gip Giovanni de Rensis ha ritenuto che fosse sufficiente un divieto di avvicinamento molto stringente, con l’obbligo del braccialetto elettronico e, qualora l’indagato si fosse rifiutato di indossarlo, la misura si sarebbe trasformata subito in arresti in carcere.
LA DENUNCIA La vittima, nonostante fosse stremata da quell’incubo quotidiano che ormai andava avanti da un anno mezzo, si sarebbe decisa a sporgere denuncia solo dopo la perquisizione che la procura dispose a casa del legale, nella sua auto e nello scooter. Ed è proprio nei due mezzi che è stato ritrovato il materiale utilizzato dall’indagato per imbrattare muri e altro: una bomboletta spray di vernice nera e uno zainetto contenente tre fogli con foto della vittima e scritte offensive; cinque fogli con foto di una donna bionda somigliante alla vittima; un foglio plastificato con frasi a sfondo sessuale e insulti pesanti alla donna.
“PERFETTO STALKER” «Il “kit del perfetto stalker”», come lo ha definito il gip nella misura cautelare, «onde poter, prontamente e senza soluzione di continuità, lordare, allo scopo di infliggere sofferenza e vergogna alla propria vittima, insultandola, deridendola, diffamandola e terrorizzandola, mura, edifici pubblici, cassonetti della nettezza urbana, cabine elettriche et similia».
IL RACCONTO «Subito dopo esserci lasciati», riferiva la vittima agli investigatori precisando che la relazione era terminata a novembre del 2022, «ho iniziato a ricevere chiamate da persone sconosciute che mi chiedevano di avere prestazioni sessuali, affermando di aver trovato il mio numero telefonico privato, accompagnato da proposte oscene, riportato sulle pareti di alcuni bagni di posti e locali pubblici ».
INCURSIONI sotto casa Il legale indagato non si sarebbe fermato davanti a nulla ed avrebbe preso di mira anche l’attuale compagno della donna (che saputo di quella relazione clandestina aveva lasciato la donna per poi tornare a frequentarla) che abita vicinissimo alla vittima. E quindi le scorribande notturne dell’avvocato, con strombazzate di clacson continue, ottenevano un duplice obiettivo: di disturbare contemporaneamente la ex e il compagno di lei. Ma anche gli abitanti della palazzina: uno di questi, sentito come testimone, ha raccontato che una sera, sceso per bloccare quell’auto, rimase senza parole scoprendo, quando il conducente ha abbassato il finestrino, che si trattava del legale che lo aveva seguito per una pratica.
IL CASO AI CARABINIERI Costretta a lasciare il suo lavoro perché nello stesso stabile del suo persecutore, la donna aveva spostato la sua attività a Montesilvano. Ma quando vide l’auto dell’indagato che la seguiva, si recò dai carabinieri di Montesilvano che notarono quell’auto ferma sotto la caserma. Nell’interrogatorio di garanzia l'indagato, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.