Bambini, 704 contagiati nel giro di pochi giorni

Il primario Grimaldi: «Se avessi figli piccoli li farei subito vaccinare»
Settecento bambini contagiati in appena 13 giorni. Cioè un terzo dei casi totali degli under 12 negli ultimi tre mesi. Questo è il dato che preoccupa l’Abruzzo alla vigilia dell’inizio della campagna di vaccinazione per la fascia dai 5 agli 11 anni di età.
Il virus quindi corre sempre più veloce tra chi va a scuola. Numeri altissimi infatti, anche per gli adolescenti: contagiati 309 ragazzi tra i 12 e i 19 anni dal primo dicembre, un terzo dei 961 positivi dal 13 settembre a oggi.
In questa fase i più colpiti in Abruzzo sono i giovani e i giovanissimi che risiedono nelle città di Teramo, L’Aquila, Lanciano, Chieti e Pescara.
«In qualche modo ce lo aspettavamo, visto che è accaduta la stessa cosa quest’estate in Israele», spiega il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila Alessandro Grimaldi: «è prevalentemente una pandemia di bambini e degli adolescenti. Perché sono la fasce meno vaccinate. Il virus infatti per diffondersi cerca persone da colpire, non ci riesce con chi è vaccinato e allora trova nei bambini terreno fertile». L’infettivologo lancia anche un appello ai genitori dei bambini da 5 a 11 anni, che da giovedì potranno ricevere la prima dose: «Rischiano anche loro, se avessi figli piccoli li farei subito vaccinare».
L’IMPENNATA
DI DICEMBRE
La quarta ondata della pandemia aveva già mostrato di interessare soprattutto le fasce più giovani della popolazione. Ma negli ultimi 13 giorni si è vista una vera e propria impennata di casi tra bambini e adolescenti.
Un terzo dei contagi degli ultimi tre mesi, gli under 12 li hanno fatti registrare dal primo dicembre: 704 su 2.069. Ha meno di dodici anni il 19,24% dei contagiati in Abruzzo dal 13 settembre, il 22,99% dal primo dicembre a ieri. Se si guarda tutti i giovani con meno di 19 anni, questi rappresentano il 28,18% del totale dei positivi abruzzesi degli ultimi tre mesi (3.030 su 10.752) e il 33,09% del totale degli ultimi 13 giorni (1.013 su 3.061).
La differenza tra le due fasce di età dei giovani sta nella vaccinazione: gli under 12 non hanno potuto ricevere il siero anti-Covid, mentre quelli tra 12 e 19 anni sì. Di quest’ultimi si sono vaccinati in 67.867, pari al 71,64% del totale della platea, che è una delle percentuali più basse.
I COMUNI
PIù COLPITI
Le città più colpite sono soprattutto i capoluoghi, ma non solo. In assoluto, il comune con più under 19 contagiati dal primo dicembre è quello di Teramo, con 72 casi. A seguire L’Aquila con 65, Lanciano con 58, Chieti con 57 e Pescaracon 41. Numeri molto alti anche per comuni più piccoli come Fossacesia (39) e Mosciano Sant'Angelo (33), che hanno più casi di città come Sulmona (27), Montesilvano (23) e Roseto (23). A seguire quasi tutti comuni del Teramano: Martinsicuro (21), Alba Adriatica e Giulianova (19), Vasto (18), Corropoli, Sant'Egidio alla Vibrata e Tortoreto (17) e Atri (16).
DAL 16 IL VIA
AL VACCINO
Proprio per fermare la corsa del virus tra i giovanissimi, da giovedì partono le vaccinazioni per i 75.954 bambini abruzzesi tra i 5 e gli 11 anni. A loro sarà somministrato il vaccino pediatrico di Pfizer, che ha lo stesso principio attivo del siero per gli adulti, ma con una dose ridotta di due terzi. A circa tre settimane di distanza dalla prima, è prevista poi anche la seconda dose. La prenotazione del vaccino si farà come per gli adulti, tramite sito web prenotazioni.vaccinicovid.gov.it, numero verde 800.00.99.66, Postamat o portalettere. Saranno i genitori a prenotare per i figli.
Ogni Asl ha una organizzazione autonoma, ma saranno comunque previsti «spazi e specifiche sessioni di vaccinazioni sempre ben distinte da quelle degli adulti», come ha garantito nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, che ha anche annunciato il prossimo recepimento dell’accordo con i pediatri per la loro partecipazione alla campagna e la valutazione di quella dei farmacisti.
L’APPELLO
DELL’ESPERTO
«I bambini hanno una “immunità innata”, ma si contagiano lo stesso e, anche se più raramente, possono comunque sviluppare complicanze, anche con la necessità di ricovero», spiega il primario Grimaldi, «in particolare rischiano di contrarre la malattia infiammatoria Mis-C, oltre al long Covid. Quindi il vaccino per i bambini non è necessario solo perché i piccoli rappresentano un serbatoio dell’infezione. Se avessi un figlio di quell’età lo vaccinerei per il Covid, così come per pertosse, morbillo ed Epatite B: mi sento di incoraggiare i genitori».
Quindi nel dettaglio: «Senza il vaccino i bambini corrono dei rischi nettamente superiori a quelli che lo hanno ricevuto. E questo vaccino è sicuro: ce lo dicono le autorità sanitarie di controllo, che sono rigorose e affidabili, ma ce lo dicono anche i dati che vengono da Stati Uniti e Israele, dove milioni di bambini hanno ricevuto il vaccino senza mostrare gravi effetti collaterali. Presentano effetti simili o maggiori farmaci, come il paracetamolo, che somministriamo normalmente».
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